Caso Minetti, la Procura di Milano: “Dopo le verifiche potremmo anche modificare il nostro parere”

Accertamenti urgenti tramite Interpol in Uruguay e verifiche sulla documentazione sanitaria: i magistrati non escludono di poter cambiare idea sulla grazia

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minetti

La Procura Generale di Milano ha avviato un’attività istruttoria straordinaria e “a tutto campo” per fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti. L’ex consigliera regionale, condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per i casi Ruby bis e Rimborsopoli, aveva ottenuto il provvedimento per ragioni umanitarie legate alla salute di un minore. Tuttavia, a seguito di un’inchiesta giornalistica che ha sollevato dubbi sulla regolarità dell’adozione all’estero, la Procura ha deciso di agire con la massima urgenza.

La Procuratrice Generale, Francesca Nanni, e il sostituto Gaetano Brusa, hanno sottolineato la natura eccezionale di questo nuovo mandato investigativo. A differenza della prima istruttoria — condotta sulla base di una delega ministeriale “classica” e standardizzata — questa volta la Procura opera con un’autorizzazione ampia. «Non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi», ha spiegato il sostituto Brusa. L’obiettivo dei magistrati è sviscerare ogni dato che in precedenza non era emerso, avvalendosi di tutti gli strumenti a disposizione, comprese le forze di polizia e il canale dell’Interpol.

L’attenzione è rivolta con particolare intensità all’estero, e in particolare all’Uruguay. La Procura ha richiesto documenti ufficiali al Tribunale uruguayano relativi alla causa per il minore e informazioni su tutti i soggetti coinvolti: i genitori biologici del bambino, Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani. Le verifiche non si fermeranno qui: verranno eseguiti controlli sull’autenticità dei documenti sanitari prodotti in Italia e verrà analizzata ogni circostanza oscura sollevata dall’inchiesta giornalistica, compresa la morte del legale della madre biologica del minore.

La Procuratrice Nanni: “Dopo le nuove verifiche potremmo modificare il nostro parere”

Il nodo cruciale resta il futuro del provvedimento di grazia, attualmente “condizionato” alla non commissione di reati per un periodo di cinque anni. La Procuratrice Nanni ha chiarito che l’ufficio è pronto ad assumersi ogni responsabilità: «Dopo le nuove verifiche siamo tenuti a dare un parere e potremo evidentemente anche modificarlo». I magistrati non temono il confronto sull’operato passato, difendendo la diligenza con cui hanno agito in precedenza sulla base delle informazioni allora disponibili, ma ribadiscono che l’interesse primario è ora quello di chiarire i fatti “gravissimi” emersi.

Oltre alla possibile revoca o modifica del parere sulla grazia, per Nicole Minetti si prospetta uno scenario giudiziario complesso. La Procura ha già fatto sapere che, qualora l’istanza di grazia si rivelasse fondata su elementi non veritieri o incongruenti, gli atti saranno trasmessi alla Procura della Repubblica per l’apertura di un nuovo procedimento penale a carico dell’ex igienista dentale. La Procura sta monitorando con urgenza anche i soggiorni della donna a Ibiza, chiedendo di essere informata passo dopo passo su ogni esito, anche parziale, delle indagini in corso.

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