Milano Quotidiano

Centrodestra, ci risiamo: Tajani spinge Perego per Milano, Salvini frena e rilancia Sardone

Il leader di Forza Italia: "Ha molte chance di essere il candidato". Poche ore dopo la replica del segretario leghista: "A Pontida presenteremo il nostro nome". Su Silvia Sardone: "Può essere, la vedrei molto bene come sindaco"

Foto prese dai profili facebook di Matteo Salvini e Antonio Tajani
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Nel centrodestra milanese si ripropone lo stesso copione già visto venerdì. Forza Italia accelera su Matteo Perego di Cremnago, la Lega prende le distanze e rilancia il proprio candidato. E questa volta a marcare le differenze non è il livello locale, ma direttamente Matteo Salvini. In mattinata Antonio Tajani aveva alzato ulteriormente la posta sul sottosegretario alla Difesa, già indicato venerdì dagli azzurri come proposta per Palazzo Marino. “Credo che abbia molte chance di essere il candidato”, aveva detto il segretario di Forza Italia, definendo Perego “il miglior candidato possibile”. Poche ore più tardi, da Milano, arriva però la risposta della Lega.

Salvini: “Perego è il candidato di Forza Italia”

A Pontida diremo come la pensiamo noi“, ha scandito Salvini a margine dell’evento “Sovranità energetica e competitività” a Palazzo Lombardia. Il leader leghista ha innanzitutto rimesso Perego nel recinto della proposta azzurra: “Matteo Perego di Cremnago è il candidato di Forza Italia”. Poi ha annunciato che anche il Carroccio presenterà ufficialmente il proprio nome: “La Lega presenterà il suo candidato come altri presenteranno il loro. Rispetto le scelte degli altri e a Pontida diremo come la pensiamo noi”. Un passaggio che conferma come, almeno per ora, la sintesi nella coalizione sia ancora lontana.

Sardone torna in prima fila per la Lega

Quando i cronisti gli hanno chiesto se il candidato leghista possa essere Silvia Sardone, Salvini non ha chiuso la porta. Anzi. “Può essere. Io la vedrei molto bene come sindaco, però ne parliamo a Pontida“, ha risposto. Il nome dell’europarlamentare leghista era già stato rilanciato venerdì dal segretario milanese del Carroccio Samuele Piscina, che aveva rivendicato la scelta emersa dai gazebo organizzati nei quartieri cittadini. La candidatura di Sardone, dunque, resta pienamente sul tavolo e trova ora anche una significativa apertura da parte del segretario federale.

“Il centrodestra correrà compatto”

Salvini ha però escluso l’ipotesi che le divisioni sui nomi possano trasformarsi in una corsa separata alle elezioni. Il centrodestra, ha assicurato, “farà corsa compatta a Milano, a Roma, Torino, Bologna, Monza e a Como”. La fase attuale viene quindi descritta dal leader leghista come un normale confronto interno: “Giustamente ogni partito propone il suo meglio e noi proponiamo il nostro”. Resta però evidente che, mentre Forza Italia prova a consolidare Perego come candidato di coalizione, la Lega continua a rivendicare autonomia e a preparare una propria proposta.

Lo stesso schema di pochi giorni fa

È, di fatto, la replica di quanto già accaduto tre giorni fa (LINK). Tajani aveva annunciato l’intenzione di proporre Perego agli alleati e, nel giro di poche ore, la Lega aveva risposto indicando Sardone. Sul tavolo resta inoltre il nome di Maurizio Lupi, ancora considerato un profilo di valore dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Fratelli d’Italia, dunque, continua a mantenere aperta una terza opzione. Il centrodestra assicura che alla fine arriverà una candidatura unitaria, ma il passaggio decisivo è ancora da compiere. Prima ci sarà Pontida, dove la Lega promette di scoprire le proprie carte.

Salvini lancia anche il tema nucleare

A margine dello stesso appuntamento Salvini ha inoltre indicato uno dei temi sui quali, a suo giudizio, dovranno misurarsi i candidati alla guida della città: il nucleare. “I prossimi candidati sindaco e le prossime squadre dovranno dire ai milanesi se Milano dice sì o no al futuro”, ha affermato il vicepremier, definendosi “un nuclearista convinto” e richiamando il ruolo di Milano come capitale dell’innovazione. Un tema che rischia così di entrare direttamente nella campagna elettorale, insieme alla sicurezza, all’ambiente e allo sviluppo economico.

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