Milano Quotidiano

Chat sessiste, ecco come i dipendenti Atm rubavano le immagini delle passeggere

Dai primi accertamenti non emergono intrusioni informatiche: le fotografie sarebbero state scattate direttamente ai monitor che trasmettevano le immagini delle telecamere di sicurezza sui mezzi pubblici

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Nessun sofisticato accesso ai sistemi informatici, ma un metodo molto più semplice: fotografare con il cellulare i monitor interni sui quali scorrevano le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza dei mezzi pubblici. Sarebbe questo, secondo i primi accertamenti, il sistema utilizzato per impossessarsi delle fotografie delle passeggere poi condivise e accompagnate da commenti sessisti in una chat privata. È quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Milano, anche se gli approfondimenti tecnici non sono ancora conclusi. Gli investigatori stanno analizzando le copie forensi dei telefoni e degli altri dispositivi sequestrati durante le perquisizioni effettuate nei confronti dei dipendenti Atm coinvolti.

Le immagini fotografate dai monitor interni

Allo stato delle verifiche non sarebbero state individuate attività di intrusione nei sistemi informatici utilizzati per la gestione delle videocamere di sorveglianza. Le immagini sarebbero state ottenute inquadrando con uno smartphone i video mostrati sui monitor accessibili al personale. Una modalità artigianale che avrebbe consentito di trasferire le fotografie sui telefoni e di inoltrarle successivamente nella conversazione. Nella chat, oltre ad altri messaggi, sarebbero state pubblicate e commentate immagini di donne inconsapevoli riprese durante i loro spostamenti sui mezzi pubblici milanesi. La conversazione avrebbe coinvolto otto persone, tra le quali anche un ex dipendente dell’azienda di trasporto pubblico.

Le perquisizioni e l’ipotesi di accesso abusivo

Due giorni fa sono state eseguite perquisizioni nei confronti dei lavoratori finiti al centro degli accertamenti. Uno di loro risulta indagato per accesso abusivo a sistema informatico, contestazione formulata nella fase iniziale dell’indagine e ancora sottoposta alle verifiche degli inquirenti. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai pm Grazia Colacicco e Carlo Enea Parodi. Gli accertamenti sono affidati alla Polizia locale di Milano.

Atm, dopo aver scoperto la chat, ha presentato denuncia e ha sospeso i dipendenti coinvolti. La Procura guidata da Marcello Viola è intervenuta rapidamente anche per verificare l’eventuale esistenza di un sistema più ampio di accessi illegittimi, sottrazione dei filmati e diffusione delle immagini.

L’indagine potrebbe chiudersi con l’archiviazione

I primi riscontri, tuttavia, non avrebbero evidenziato intrusioni informatiche né un prelievo diretto dei file dai sistemi aziendali. Le analisi sui dispositivi sequestrati dovranno chiarire definitivamente come siano state ottenute e fatte circolare le immagini, oltre a ricostruire le responsabilità dei singoli partecipanti alla chat. Qualora venisse confermato che le fotografie sono state scattate esclusivamente ai monitor e che non vi sono stati accessi abusivi ai sistemi, il procedimento penale potrebbe essere avviato verso l’archiviazione.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).