E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Siamo a metà settembre e fino a metà maggio almeno non ci sarà un nuovo sindaco in città. Almeno fino a metà maggio, perché potrebbe tranquillamente essere metà giugno. Dunque, per essere chiari, ci sono circa 9 mesi di lavoro. Oppure dobbiamo passare le giornate a occuparci solo delle prossime alchimie elettorali? Questo è passatempo per noi giornalisti. Ma per chi si occupa della cosa pubblica invece lavorare è un imperativo. Sì, ma per fare che cosa? Provo ad agevolare breve decalogo di possibili priorità per la giunta Sala.
1. Far ripartire l’urbanistica
Far ripartire l’urbanistica, compresa la vicenda di San Siro. In un campo decisivo come questo – che riguarda la vita di gente che lavora, che vive, che è la linfa della città – non si possono imporre nove mesi di stop. Tanto più che andranno prese decisioni, date autorizzazioni, data informazione alla città che vuole sapere come si sviluppa Milano e che se ne frega – giustamente – che ci sono le elezioni.
2. Sistemare la questione delle piscine
Sistemare la questione delle piscine. Un’altra estate così anche no eh. Quattro ondate di caldo e l’impossibilità di fare quattro bracciate sono una cosa inaccettabile. E aspettare le elezioni vuol dire precisamente che finiamo nella stessa incresciosa situazione di quest’anno.
3. Risolvere il problema dei trasporti
Risolvere il problema dei trasporti che è “pending”. La gara per capire se Atm andrà avanti a gestire tram e metropolitana è il 31 dicembre. Mica vorrete lasciare la patata bollente della decisione alla prossima giunta, vero? Perché ora che il prossimo sindaco studia, si informa, capisce una cosa così complicata il rischio di fare stupidate burocratiche è altissimo.
4. Un nuovo piano casa
Piano casa. Non ascoltare le impostazioni ideologiche che vorrebbero i costruttori asserviti alla politica. Alla fine le case le fanno loro. Serve un piano casa ampio, strutturato, ambizioso. Che faccia da punto di partenza per chi verrà.
5. La riforma degli appalti
Riforma degli appalti. Hai voglia a dire salario giusto se poi fai le gare al massimo ribasso. Una circolare interna per fare in modo che: a) siano tutelati i lavoratori dell’operatore privato b) sia tutelato il principio sancito che il privato ci deve guadagnare c) sia tutelato l’interesse pubblico. Tutto bello no? Ma ricordatevi il punto b, che spesso si pensa di poter bypassare (con esiti sempre disastrosi per l’ente pubblico).
6. Ripensare la gestione del verde
Verde. Rivedere quel provvedimento che prevede di avere aiuole che sembrano la savana. E’ semplice, si può fare.
7. Un piano per il pavè
Pavè. Preparare un piano che serva da base per il prossimo sindaco: va rimosso ovunque ci siano dei binari. E’ semplice: altrimenti si solleva e la gente cade e si fa assai male.
8. Riaprire le colonie
Colonie. Preparare un piano per riaprirle, trovare i finanziamenti eccetera. Magari la prossima estate si può offrire un servizio in più. O meglio, che una volta c’era e che colpevolmente non c’è più.
9. Un piano di interesse pubblico
Piano di interesse pubblico. E chi l’ha detto che i privati non vogliono contribuire alla cosa pubblica? La verità è che i privati non vogliono essere sfruttati dal pubblico. Spesso purtroppo questa cosa avviene, dalle parti di Milano. Invece una call to action ai privati perché si inventino progetti di cooperazione potrebbe essere stimolante. In fondo, a fine mandato è perfetto: un bel lascito per chi arriva dopo.
10. Il coraggio delle scelte
Coraggio. Qui parlo solo e unicamente al sindaco Beppe Sala. Non ha più mediazioni da fare, consiglieri da ascoltare, partiti da tenere in considerazione per qualche motivo. Sono solo due le finestre davvero utili nel mandato di un sindaco: all’inizio del suo mandato e alla fine dei due lustri. Un posto da senatore Elly Schlein glielo deve dare per forza. E’ il momento di fare le cose più impopolari, più indigeste, più scomode, ma più giuste. Quelle che si sente di dover fare. Le faccia.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)



