Una Milano più sociale, più accessibile, capace di contrastare la gentrificazione e di rimettere al centro il diritto alla casa. È la città che Alleanza Verdi e Sinistra immagina in vista delle elezioni comunali del 2027, dopo aver presentato nelle scorse settimane le proprie priorità programmatiche. Una proposta che contiene anche una critica, almeno implicita, al modello di sviluppo seguito da Milano negli anni dell’amministrazione Sala, della quale pure Avs fa parte. Dall’emergenza abitativa al costo della vita, dal cambiamento climatico a un’economia sempre più legata al turismo e ai grandi eventi, i temi sui quali il partito chiede un cambio di passo non mancano.
Resta poi aperta la partita politica. Mentre nel Pd si guarda alle primarie per la scelta del candidato sindaco, con Pierfrancesco Majorino pronto a sciogliere le riserve sulla propria candidatura, Avs insiste sulla necessità di partire dai programmi prima ancora che dai nomi. E non manca qualche tensione sui confini della futura coalizione, a cominciare dal ruolo di Azione. Sullo sfondo anche le divisioni in Consiglio comunale sul gemellaggio con Tel Aviv e la polemica per la candidatura di Emanuele Fiano all’Ambrogino d’Oro. Milano Quotidiano ne ha parlato con Francesca Cucchiara, consigliera comunale dei Verdi a Palazzo Marino. L’INTERVISTA
Angelo Bonelli, alla festa di Avs a Milano qualche settimana fa, ha sostenuto di volere una Milano più “sociale”, opponendosi alla gentrificazione. Come si fa concretamente?
Servono investimenti sulla casa, che oggi per molti rappresenta un costo insostenibile. L’amministrazione sta già mettendo in campo alcune azioni, come il Piano casa e la Società per la casa, ma servono più risorse, più personale e una revisione dei processi amministrativi. Soprattutto per le case popolari: non è accettabile che le assegnazioni richiedano ancora tempi così lunghi.
Quali sono le priorità del vostro programma per migliorare la città?
La prima è il diritto alla casa: Milano non può continuare a essere una città in cui viverci è un privilegio per pochi. E non è soltanto una questione di giustizia sociale, ma anche di funzionamento della città: se i lavoratori essenziali se ne vanno perché non riescono più a sostenere il costo della casa, è un problema per tutti. Poi il cambiamento climatico. Veniamo da un’estate in cui il caldo ha reso la vita estremamente difficile a moltissime persone. Dobbiamo accelerare la depavimentazione, aumentare gli spazi verdi e rafforzare il personale comunale che se ne occupa. E poi il modello di sviluppo economico: una città che punta soprattutto su turismo e grandi eventi rischia di alimentare un’economia fondata sul lavoro povero e sottopagato. Dobbiamo invece investire in un modello capace di creare buona occupazione e opportunità, in particolare per i giovani.
Azione deve essere inclusa nella coalizione alle prossime comunali? Non renderebbe più difficile uno spostamento a sinistra della coalizione?
A me sembra che Azione stia facendo tutto il possibile per tirarsi fuori dal centrosinistra. Le coalizioni si costruiscono sulle idee e sui programmi, non sui candidati. Se sul programma non c’è convergenza, è giusto che ne restino fuori. Noi non mettiamo veti su nessuno, ma sulla visione serve coerenza.
Perché vi opponete alla candidatura di Fiano all’Ambrogino d’Oro?
Perché è chiaramente una provocazione nei confronti di chi, in Consiglio, si è battuto per sospendere il gemellaggio con Tel Aviv. E usare un riconoscimento come l’Ambrogino per regolare conti politici è davvero una scelta sciocca.
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