Direzione Nord

Colla (Commissione europea): “Investire su innovazione e competenze per non restare indietro”

Il Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano sarà tra i protagonisti di Futuro Direzione Nord: "Le grandi sfide richiedono confronto e raccordo con i territori"

Il Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano Claudia Colla
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In un’Europa attraversata da transizioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e nuove sfide economiche, il rapporto tra Bruxelles e i territori diventa sempre più centrale. È da questo punto di vista che Claudia Colla, Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, guarda all’edizione 2026 di Futuro Direzione Nord, la rassegna promossa da Fondazione Stelline in programma lunedì 11 maggio all’Auditorium Assolombarda. Nel colloquio con Milano Quotidiano alla vigilia della kermesse, Colla definisce appuntamenti come Direzione Nord “reali spazi di confronto tra istituzioni, imprese, stakeholder e società civile”, sottolineando la necessità di “rendere più vicino e comprensibile il lavoro dell’Unione europea“. Un tema che si intreccia con le grandi trasformazioni in corso: dalla transizione energetica a quella digitale, fino al tema delle infrastrutture e della competitività europea. Proprio sul terreno dell’innovazione, la rappresentante della Commissione europea richiama il monito contenuto nel Rapporto Draghi, spiegando che l’Europa deve recuperare terreno rispetto a Stati Uniti e Cina. “La capacità di innovazione degli attori globali è cruciale“, osserva Colla, ricordando gli investimenti europei sull’intelligenza artificiale, sui supercomputer e sulle nuove infrastrutture digitali, tra cui il supercomputer Leonardo ospitato al Tecnopolo di Bologna. Al centro dell’intervista anche il tema delle competenze e del lavoro. “Molti giovani che oggi studiano svolgeranno lavori che ancora non esistono”, afferma Colla, evidenziando il rischio che “si creino disuguaglianze tra chi riesce ad adattarsi ai cambiamenti e chi invece ne resta escluso”. Da qui l’attenzione crescente della Commissione europea verso re-skilling, up-skilling e formazione digitale, insieme ai programmi dedicati alla mobilità e alla cittadinanza europea come Erasmus+, DiscoverEU e Corpo europeo di solidarietà. L’INTERVISTA

Lei guida la Rappresentanza della Commissione europea a Milano: come si declina la vostra attività di raccordo tra Bruxelles, istituzioni locali, imprese e cittadini?
La Rappresentanza della Commissione europea svolge un ruolo centrale di connessione e dialogo tra il livello europeo e il territorio locale, che si articola in tre funzioni principali. Innanzitutto, un ruolo istituzionale. La Rappresentanza collabora direttamente con la Presidente, i Vicepresidenti e i Commissari europei per organizzare le loro visite ufficiali. Nel nostro ruolo è necessario mantenere i contatti regolari con le istituzioni del territorio e stakeholder locali, per rafforzare la presenza della Commissione europea e facilitare l’incontro con i portatori d’interessi centrali per le diverse politiche europee. In secondo luogo, la Rappresentanza della Commissione europea svolge un ruolo “ascendente” di intelligence. Tale aspetto si traduce in un lavoro costante di ascolto delle priorità degli attori locali — istituzioni, società civile, imprese, università — per riportarle all’attenzione di Bruxelles e contribuire a rendere le politiche europee più aderenti alle esigenze dei territori. Infine, la Rappresentanza svolge un ruolo “discendente”, che consiste nel rendere le politiche europee più accessibili, concrete e vicine ai cittadini, spiegando in che modo le decisioni dell’Unione europea incidono concretamente sulla vita quotidiana e sulle opportunità per persone e imprese. In questo contesto, la Rappresentanza è molto attiva nella comunicazione pubblica e nelle attività di outreach, al fine di colmare quella distanza che a volte viene percepita tra Bruxelles e l’Italia.

Tra i temi a lei cari ci sono giovani, digitale e futuro: quale crede sia oggi la priorità per le nuove generazioni europee e cosa può fare concretamente la Commissione europea per accompagnarle in questa fase di grandi trasformazioni?
L’innovazione è sicuramente un punto cruciale per garantire un futuro europeo alle nuove generazioni. Nello scenario geopolitico attuale, la capacità di innovazione degli attori globali è cruciale, e l’Unione europea ha intrapreso un percorso importante per colmare il cosiddetto innovation gap che, come ha ricordato Mario Draghi nel suo Rapporto, ci separa da Stati Uniti e Cina. La Commissione europea sta investendo in innovazione per rendere l’Unione europea tecnologicamente autonoma e competitiva nell’era digitale. Per esempio, sono state designate 19 fabbriche di IA e 15 nuovi supercomputer in tutta l’Unione europea, per addestrare modelli avanzati di intelligenza artificiale e aumentare la nostra potenza di calcolo. A tal proposito, vorrei ricordare che il Tecnopolo di Bologna ospita il supercomputer Leonardo, uno dei supercomputer più potenti al mondo e tra i principali nel territorio dell’Unione europea. L’innovazione va di pari passo anche con le evoluzioni che riguardano il mondo del lavoro. Molti giovani che oggi studiano svolgeranno lavori che ancora non esistono. Ed è per questo che un’altra priorità per le nuove generazioni europee è quella di acquisire strumenti e competenze per rimanere al passo sia con le trasformazioni nel settore digitale, sia con i cambiamenti del mercato del lavoro. Il rischio è che si creino disuguaglianze tra chi riesce ad adattarsi a tali cambiamenti e chi invece ne resta escluso.

Per affrontare tali sfide, la Commissione europea sta ponendo sempre più attenzione al tema delle competenze e soprattutto del re-skilling e up-skilling professionale, per garantire che i lavoratori, in tutti i settori, dispongano delle competenze necessarie per utilizzare l’IA in modo responsabile ed efficace. Penso, ad esempio, all’iniziativa sull’Unione delle competenze, che punta a rafforzare l’accesso a percorsi formativi innovativi, alla mobilità europea e allo sviluppo di competenze digitali e tecnologiche strategiche. È altrettanto importante accompagnare i giovani anche nella costruzione di una cittadinanza europea consapevole, capace di comprendere il contesto internazionale e partecipare attivamente alla vita democratica. In questo contesto, programmi come Erasmus+, DiscoverEU o il Corpo europeo di solidarietà sono alcuni degli strumenti messi a disposizione dall’Unione europea.

Direzione Nord è un luogo di confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder, quest’anno anche in collaborazione con la Commissione europea: quanto sono importanti contesti come questo per raccontare il lavoro della Commissione e rafforzare il dialogo con il territorio?
Ritengo che contesti come Futuro Direzione Nord siano importanti perché reali spazi di confronto tra istituzioni, imprese, stakeholder e società civile: il tutto all’interno di una cornice più ampia e vicina alle realtà economiche e sociali del Paese. Tengo particolarmente all’edizione di quest’anno, visto che affronta temi estremamente cruciali per l’Italia e l’Europa. Penso alle transizioni energetica e digitale, fino alle trasformazioni delle infrastrutture e delle città. Sono questioni sulle quali la Commissione europea è fortemente impegnata, come delineato nelle priorità politiche del mandato 2024–2029, con particolare attenzione alla competitività, all’innovazione, alla sicurezza economica e alla sostenibilità. In conclusione, la collaborazione tra Futuro Direzione Nord e la Rappresentanza della Commissione europea consente di rafforzare il dialogo diretto con il territorio e con il sistema produttivo del Nord Italia. Un momento di dialogo che permette alla nostra istituzione di rendere più vicino e comprensibile il lavoro dell’Unione europea, mostrando come molte delle grandi sfide che affrontiamo richiedano sempre più soluzioni frutto di confronto e raccordo con la realtà territoriale.

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