Milano Quotidiano

Milano, Azione dice addio al campo largo. Calenda sempre più tentato dal centrodestra

Calenda mai con M5S e AVS. Meloni e Salvini sanno che se vogliono giocarsela a Milano devono aprire al centro con un candidato moderato

Decisioni non ne sono state prese. Ma Carlo Calenda, dopo la vittoria del NO al referendum sulla giustizia, ha detto in modo chiaro di non appartenere al campo largo e mai e poi mai Azione si unirà al Movimento 5 Stelle e ad Alleanza Verdi Sinistra. Tutto ciò ha anche una ripercussione sulle elezioni regionali e comunali del prossimo anno in Lombardia e a Milano. Se per la prima un’alleanza con il Centrodestra è quasi impossibile, visto che il candidato sarà o un altro leghista dopo Attilio Fontana, bloccato dal vincolo del no al terzo mandato, o un esponente di Fratelli d’Italia (Carlo Fidanza in pole position), per il capoluogo lombardo la situazione è ben diversa.

E visto che nel Centrosinistra, pur non essendoci nomi per il dopo Giuseppe Sala, c’è l’ipotesi Pierfrancesco Majorino, non proprio un moderato del Pd, Azione guarda altrove. I canali di dialogo con Forza Italia in particolare sono aperti. Se la maggioranza di governo dovesse trovare un esponente civico liberali, quasi certamente un imprenditore magari impegnato anche nel sociale, l’ipotesi che il partito di Calenda – che a livello locale si tiene le mani libere valutando di volta in volta i vari scenari in particolare sul programma elettorale oltre che sul candidato – si allei con il Centrodestra non è affatto da escludere. Anzi, è assolutamente possibile vista anche la difficile convivenza non tanto con il sindaco Sala ma quanto con la sinistra del Pd meneghina e con AVS all’ombra della Madonnina su tanti dossier di una città complessa da governare come Milano.

Certamente il risultato del referendum (a Milano il NO ha sfiorato il 60%) rende la partita molto difficile. Ma sia la premier Giorgia Meloni che il vicepremier Matteo Salvini (milanese di nascita) sanno perfettamente che se vogliono provare a giocarsela contro il Centrosinistra-campo largo l’unica strada è quella di una figura civica, moderata e liberale. E anche l’allargamento della coalizione a forze moderate di centro come Azione. Le prossime settimana saranno decisive e i contatti informali sono già in corso sottotraccia. Resta il ‘nodo’ Maurizio Lupi che – assicura chi conosce bene il leader di Noi Moderati – non mollerà facilmente sulla sua candidatura, tempo fa caldeggiata dal presidente del Senato Ignazio La Russa ma fortemente osteggiata dal vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani.

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L'inferno è pieno di buone intenzioni