Milano Quotidiano

Escort e festini a Milano, le ragazze non bastavano mai: “Cerchiamo di tirare sei-sette donne”

Dalle carte dell’inchiesta i dettagli sull'organizzazione. Al centro la base di Cinisello e una rete di 26 locali della movida

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Un sistema strutturato, con clienti selezionati e regole precise sui compensi. È questo il quadro che emerge dalle carte dell’indagine milanese sul presunto giro di prostituzione legato all’agenzia Ma.De Milano. Gli ospiti delle serate, secondo gli inquirenti, venivano “selezionati tra i calciatori professionisti”, mentre le ragazze sarebbero state “invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento”. La gestione economica prevedeva una divisione netta: Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini avrebbero trattenuto almeno il 50% delle somme pagate, consegnando il resto alle escort.

Le serate tra gas esilarante e hashish

Durante le feste, stando agli atti, “veniva spesso consumato gas esilarante a base di protossido di azoto contenuto all’interno di palloncini”, utilizzato come sostanza psicoattiva ma non rilevabile ai test antidoping, aspetto che lo avrebbe reso particolarmente apprezzato dagli atleti. Accanto a questo, sarebbe stato disponibile anche hashish per chi desiderava rilassarsi durante le serate.

La base di Cinisello: una “discoteca abusiva”

Il cuore operativo dell’organizzazione sarebbe stato in via Don Guanella, a Cinisello Balsamo, sede dell’agenzia. Qui, secondo la denuncia di una giovane modella dell’area balcanica che ha dato il via alle indagini della Guardia di Finanza, sarebbe stata allestita “una discoteca abusiva”. Un luogo in cui, anche durante il periodo del lockdown, venivano organizzati quasi quotidianamente eventi con escort. D’estate, invece, il giro si spostava a Mykonos. Nello stesso stabile vivevano alcune delle ragazze, spesso straniere, che dovevano sostenere anche le spese di alloggio.

Le testimonianze: “Costrette a prostituirsi”

Tra i racconti raccolti dagli investigatori, quello di una giovane colombiana che nel 2022 sarebbe stata costretta a prostituirsi per mille euro, ricevendone solo la metà. Nel sistema, secondo l’accusa, gravitavano anche figure di supporto: un bodyguard (oggi agente della polizia locale), una dj e autisti incaricati di accompagnare clienti e ragazze tra locali e hotel.

Dai locali alla movida: il Pineta e gli altri locali coinvolti

Dalla base di Cinisello il sistema si estendeva ai principali locali milanesi, fino a coinvolgere almeno 26 tra ristoranti e discoteche. Nessuna attività è indagata. Tra i luoghi citati figurano Ceresio7, Langosteria Bistrot, JustMe, Tocqueville e Dolce&Gabbana Martini. In particolare, al Pineta Milano di via Messina, secondo gli inquirenti, il privé sarebbe stato gestito dall’agenzia nei weekend come un vero e proprio “locale nel locale”, con la presenza di ragazze disponibili anche per prestazioni sessuali riservate a clienti facoltosi.

Le intercettazioni: la ricerca continua di ragazze

Le intercettazioni mostrano l’organizzazione operativa del gruppo e la costante ricerca di nuove ragazze per alimentare il giro. “Alla sera al Just otto donne ci sono, dovevamo almeno riempirlo eh”, dice Alessio Salamone a un collaboratore. E ancora: “Cerchiamo di tirare sei o sette donne”. Un linguaggio diretto che, per gli inquirenti, confermerebbe la natura organizzata e continuativa dell’attività.

I numeri dell’inchiesta: 450mila euro dai clienti

Sul fronte economico, gli accertamenti della Guardia di Finanza indicano versamenti per oltre 450mila euro da parte dei clienti, tra cui calciatori, sui conti degli indagati tra agosto 2024 e oggi. Una cifra che rappresenta solo una parte del presunto giro complessivo: oltre 1,2 milioni di euro sono stati sequestrati come profitto illecito, a cui si aggiungono altri 757.962 euro versati dalla società Carpa srl, proprietaria del Pineta Milano.

I clienti vip: nomi oscurati e profili internazionali

Tra i frequentatori delle serate compaiono “calciatori professionisti” anche di fama internazionale. I nomi sono stati in gran parte oscurati negli atti, con l’eccezione di quattro giocatori legati a club di Serie A. Nelle intercettazioni compare anche il riferimento a un pilota di Formula Uno in cerca di prestazioni a pagamento.

La giovane escort rimasta incinta

Tra gli episodi emersi nell’inchiesta anche quello di una giovane escort che avrebbe contattato Alessio Salamone per comunicare una gravidanza, collegata a un incontro organizzato con un calciatore. Un dettaglio che, insieme agli altri elementi raccolti, contribuisce a delineare – secondo l’accusa – un sistema radicato e capace di operare stabilmente tra Milano e le principali mete della nightlife internazionale.

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