Milano Quotidiano

Fisco, flat tax al 15% estesa a oltre 25mila professionisti e ditte lombardi dal primo gennaio del prossimo anno

Provvedimento fortemente voluto dalla Lega che bilancia il taglio dell'IRPEF fino a 60 mila euro lordi annui voluto da Forza Italia e dal viceministro dell'Economia Leo, meloniano doc

giorgetti tasse Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Comincia a delinearsi l’impalcatura della prossima Legge di Bilancio, attesa per la fine dell’anno ed operativa dal primo gennaio 2027, e il confronto politico nella maggioranza entra nel vivo sul fronte fiscale. Da un lato, Forza Italia e Fratelli d’Italia, su forte spinta del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, meloniano doc, confermano la volontà di proseguire la rimodulazione degli scaglioni IRPEF. L’obiettivo condiviso da FdI e FI – malgrado l’Italia sia ancora sotto procedura di infrazione Ue avendo un rapporto deficit-Pil del 3,1% (con le critiche della premier Giorgia Meloni che hanno fatto molto discutere) è il taglio dell’aliquota dal 35% al 33%, estendendo il beneficio ai redditi dei lavoratori dipendenti fino a 50-60 mila euro lordi annui, dopo la soglia fissata a 50 mila nell’ultima manovra.

Dall’altro lato, la Lega pone sul tavolo un’altra priorità storica: l’innalzamento del regime forfettario. Il Carroccio chiede con fermezza — e punta a ottenere nel negoziato di bilancio — l’estensione della flat tax al 15% per le partite IVA non più fino all’attuale tetto di 85.000 euro, bensì fino a 100.000 euro lordi annui. Una misura che, nelle intenzioni dei proponenti, punta a disinnescare il cosiddetto “effetto soglia” che frena la crescita dei professionisti.

Ma qual è la portata numerica di questa probabile estensione sul territorio nazionale e locale? In Italia i titolari di partita IVA si attestano complessivamente su una platea di circa 5 milioni di soggetti, di cui quasi due milioni già ricadono nel regime forfettario agevolato al 15% (o al 5% per le start-up). La Lombardia si conferma il motore economico del Paese e la regione con la maggiore concentrazione di posizioni fiscali attive. Nel territorio lombardo risiedono circa un quinto delle partite IVA italiane, superando ampiamente il milione di operatori tra imprese, ditte individuali e liberi professionisti.

L’innalzamento della soglia da 85.000 a 100.000 euro intercetterebbe quella fascia di autonomi a più alto reddito, spesso attiva nei servizi avanzati, nel commercio e nelle professioni intellettuali. Si stima che in Italia decine di migliaia di contribuenti con ricavi compresi tra gli 85 mila e i 100 mila euro potrebbero beneficiare direttamente della permanenza o del rientro nella tassazione piatta al 15%. Di questi, una quota rilevante — stimabile in oltre 20-25 mila professionisti e ditte — opera nel solo tessuto produttivo lombardo e milanese.

Il negoziato finale, che si chiuderà nelle aule parlamentari come ogni anno entro il 31 dicembre 2026, dovrà tuttavia bilanciare le richieste della Lega con la copertura finanziaria complessiva richiesta dal viceministro Leo, che però risponde al titolare del Mef che Giancarlo Giorgetti, leghista della prima ora. La partita sulla tenuta dei conti pubblici e sulla compatibilità con i vincoli europei resta aperta, ma la direzione tracciata dalla maggioranza punta dritta a premiare ceto medio dipendente e partite IVA.

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