Andrea Sempio ha lasciato la Procura di Pavia dopo quasi quattro ore trascorse negli uffici giudiziari nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Il 39enne, oggi indagato per omicidio volontario aggravato nell’ambito del caso di Garlasco, è uscito a bordo di un’auto insieme ai suoi difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, senza rilasciare dichiarazioni ai numerosi giornalisti e alle troupe televisive presenti davanti al Palazzo di giustizia.
A precedere il veicolo con Sempio c’era un’auto della polizia giudiziaria senza insegne, che ha aperto il passaggio tra telecamere e cronisti radunati all’esterno della Procura.
La strategia della difesa: nessuna risposta ai pm
Già nelle ore precedenti all’interrogatorio, i legali avevano annunciato la scelta di non rispondere alle domande dei magistrati. Una linea difensiva motivata dalla necessità di analizzare integralmente gli atti dell’accusa prima di affrontare un confronto nel merito con gli investigatori. Secondo la difesa, sarà inoltre necessario completare una consulenza personologica destinata a contestare il profilo delineato dagli inquirenti, anche sulla base di vecchie conversazioni emerse da forum e chat online. Per Sempio si è trattato comunque del primo confronto formale con i magistrati che stanno tentando di ricostruire nuovamente dinamica, movente e contesto dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.
Sentito anche Marco Poggi: “Mai visto video di Chiara con Sempio”
In contemporanea con l’arrivo di Sempio, in Procura è stato ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima e ritenuto dagli investigatori una figura centrale nella nuova ipotesi investigativa coordinata dal procuratore Fabio Napoleone. L’audizione, durata circa due ore davanti alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, si è svolta con modalità blindate: sia l’ingresso sia l’uscita di Poggi sono stati sottratti a telecamere e giornalisti su disposizione della Procura. Secondo quanto emerso, Marco Poggi avrebbe dichiarato di “non aver mai visto video” della sorella insieme ad Andrea Sempio.
Il nodo dei filmati intimi e il nuovo movente ipotizzato
Gli investigatori stanno approfondendo in particolare il tema di alcuni presunti video intimi che Chiara Poggi avrebbe realizzato con l’allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Nella nuova ricostruzione investigativa, quei contenuti potrebbero rappresentare uno degli elementi alla base del movente attribuito a Sempio, descritto negli atti come di natura “sessuale” e legato a una presunta ossessione nei confronti della ragazza uccisa. Marco Poggi, però, avrebbe escluso di avere mai visto sul computer di famiglia filmati che ritraessero la sorella insieme allo storico amico oggi indagato.
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