Delitto di Garlasco, Andrea Sempio respinge con decisione il movente sessuale ipotizzato dalla Procura di Pavia. A riferirlo è la sua legale Angela Taccia, che riporta le parole del 38enne dopo la notifica dell’invito a comparire per l’interrogatorio fissato il 6 maggio. Sempio, spiega l’avvocata, non riesce “a capacitarsi anche di questo movente sessuale” e ribadisce: “Ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale”. Secondo la difesa, l’indagato “non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”.
I legali sottolineano come l’impostazione accusatoria sia ancora in una fase iniziale. “È una imputazione comunque elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un’opinione di parte”, chiarisce Taccia. La difesa evidenzia inoltre che non è stato ancora notificato l’avviso di chiusura delle indagini, passaggio che consentirà di accedere agli atti e valutare nel dettaglio le contestazioni.
I legali di Sempio: “L’aggravante della crudeltà fu tolta a Stasi, siamo basiti…”
Particolarmente contestata l’introduzione delle aggravanti, in particolare quella della crudeltà. “Quello che ci ha lasciato abbastanza basiti è il fatto che non solo è stato tolto il concorso, ma è stata aggiunta pure l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangano quelle, viene aggiunta quell’aggravante, tecnicamente non lo capiamo”, spiegano i difensori.
Sul piano della ricostruzione generale, la difesa sottolinea un elemento di continuità con quanto sostenuto finora: “Tutto il team difensivo ha sempre sostenuto che l’assassino fosse uno”. Un punto che, secondo i legali, emerge anche nella nuova imputazione, che individua in Sempio l’unico autore del delitto.
Resta da sciogliere il nodo della partecipazione all’interrogatorio davanti ai pm pavesi. “Non possiamo dire niente, stiamo comunque valutando. Magari decideremo anche là, al momento stesso”, spiegano gli avvocati. Sempio, viene precisato, “non ha alcun problema a parlare”, ma ogni scelta sarà presa “su nostro consiglio proprio per seguire al meglio le tecniche e le strategie difensive”. Non è escluso, quindi, che l’indagato possa avvalersi della facoltà di non rispondere, almeno fino a quando non sarà completata la discovery degli atti.
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