Milano Quotidiano

Giovane musulmana denuncia: “Mi hanno costretta a togliere il niqab alle Poste”. La replica: “Solo operazioni di riconoscimento”

I fatti allo sportello di Gallarate, gli uffici: "Operazioni di identificazione previste dalla legge, nessuna discriminazione"

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Polemica a Gallarate, nel Varesotto, dopo la denuncia di una giovane cittadina italiana di origine bengalese che sostiene di essere stata discriminata all’interno di un ufficio postale perché indossava il niqab. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, la ragazza si era recata nella filiale per effettuare un’operazione quando un dipendente le avrebbe chiesto di scoprire il volto. “Toglilo se vuoi stare qua”, le avrebbe detto l’impiegato. La giovane sarebbe poi tornata nello stesso ufficio circa un mese dopo, ricevendo, sempre secondo il suo racconto, un trattamento analogo.

Poste Italiane ha però respinto l’accusa di discriminazione. L’azienda ha spiegato che “il personale di Gallarate ha applicato le corrette procedure di identificazione previste dalla legge e che le operazioni allo sportello si sono concluse regolarmente una volta effettuato il riconoscimento”.

Tovaglieri (Lega): “Niqab da vietare in tutti gli spazi pubblici”

Sul caso è intervenuta anche l’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri, che ha rilanciato il tema del divieto di coprire integralmente il volto negli spazi pubblici. “In Italia il niqab dovrebbe essere vietato in tutti gli spazi pubblici, come accade in Francia”, ha dichiarato. “Negli uffici aperti al pubblico non si entra a volto coperto: è una norma di civiltà, necessaria anche per ragioni di sicurezza”.

La vicenda ha provocato una forte discussione anche sui social network, dove sono comparsi numerosi commenti critici nei confronti della giovane. Alcuni utenti hanno difeso la condotta dell’impiegato, sostenendo la necessità di adeguarsi alle regole italiane, mentre altri interventi hanno assunto toni molto più aggressivi. Tra i messaggi riportati dall’Ansa c’è chi scrive “Ha fatto bene l’impiegato” e chi invita la ragazza a “andare nel suo paese d’origine”. Non sono mancati anche commenti dai toni apertamente intimidatori, alimentando ulteriormente la polemica attorno all’episodio.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).