Milano Quotidiano

Gruppo Ops, frode da 30 milioni: arrestati l’ex ad Di Meglio e l’ex dg Carleo

Tra le contestazioni manipolazione del mercato, false comunicazioni societarie e utilizzo irregolare di finanziamenti pubblici. Carleo è stato anche dirigente lombardo di Futuro Nazionale

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Milano, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ciro Di Meglio e Luca Carleo, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex direttore generale del gruppo Ops.

I due sono coinvolti in un’inchiesta che ipotizza una frode complessiva nell’ordine dei 30 milioni di euro. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, manipolazione del mercato, ostacolo alle attività delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali relative a società quotate, formazione fittizia del capitale e malversazione di finanziamenti pubblici. Le misure sono state disposte dalla gip di Milano Giulia D’Antoni, dopo gli interrogatori preventivi svolti l’11 settembre. Nell’ambito dello stesso procedimento sono state inoltre adottate otto misure interdittive.

Le accuse della Procura

Secondo l’ipotesi investigativa coordinata dal pm Nicola Rossato, Di Meglio e Carleo avrebbero sottoscritto aumenti di capitale privi di effettiva consistenza, con l’obiettivo di trasferire liquidità dalle società quotate riconducibili al gruppo.

Un altro capitolo dell’indagine riguarda la raccolta di risorse finanziarie attraverso prestiti garantiti dallo Stato, che sarebbero stati destinati a finalità differenti rispetto a quelle previste dagli accordi di finanziamento. La Procura contesta inoltre un presunto utilizzo distorto dei Prestiti Obbligazionari Convertibili (POC), attraverso operazioni che, secondo gli investigatori, avrebbero interessato complessivamente oltre 30 milioni di euro.

Nell’ordinanza cautelare la gip Giulia D’Antoni descrive un sistema nel quale le diverse società coinvolte sarebbero state utilizzate come strumenti per realizzare gli interessi degli indagati. Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, Di Meglio e Carleo avrebbero operato con modalità particolarmente disinvolte, perseguendo vantaggi economici personali a danno degli investitori e del mercato.

A sostegno della ricostruzione vengono citate anche alcune intercettazioni telefoniche, nelle quali i due avrebbero discusso dell’acquisizione di nuove aziende attive nei comparti della logistica e dei trasporti. Le società sarebbero state valutate anche in funzione del loro eventuale inserimento all’interno del perimetro delle aziende quotate.

Le società riconducibili a prestanome

Tra gli elementi evidenziati dalla giudice figura anche la costituzione di due società formalmente riconducibili ad altri soggetti, una delle quali con sede oltre i confini italiani. Secondo quanto emerge dall’ordinanza, dietro queste strutture vi sarebbe stata invece una gestione riconducibile ai due imprenditori.

La gip ritiene inoltre che il perimetro degli interessi economici dei due indagati non si esaurisca nelle società direttamente coinvolte nell’inchiesta. Nell’ordinanza vengono richiamate anche altre realtà societarie, tra cui quelle del gruppo D-Media, nelle quali Di Meglio e Carleo avrebbero continuato a esercitare poteri gestionali.

La gip ha ritenuto insufficienti misure meno restrittive rispetto alla custodia in carcere. Secondo il provvedimento, esisterebbe il rischio che i due possano continuare a esercitare un ruolo nelle attività societarie anche indirettamente, attraverso persone di fiducia, intervenendo nella gestione degli affari e nella movimentazione delle disponibilità finanziarie. Nell’ordinanza vengono inoltre citate ingenti disponibilità economiche, la cui consistenza viene ritenuta difficilmente determinabile. Anche le mogli dei due indagati risultano coinvolte nell’inchiesta.

Carloe, ex dirigente di Futuro Nazionale

Tra gli arrestati figura Luca Carleo, che in passato ha ricoperto un incarico dirigenziale in Futuro Nazionale in Lombardia. Il suo coinvolgimento nell’indagine aveva portato alle sue dimissioni dall’organizzazione politica. L’inchiesta della Guardia di Finanza prosegue per ricostruire i flussi finanziari e i rapporti tra le diverse società interessate dalle operazioni contestate.

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