Milano Quotidiano

Guida intergalattica alla Milano anti-riccanza: come uscire, bere e divertirsi con poco

Milano è cara, ma esiste una città parallela fatta di bar di quartiere, aperitivi accessibili, eventi gratuiti e locali lontani dai circuiti più esclusivi. Poveritivo e I disinfluencers raccontano dove trovarla

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Milano è cara, difficile contestarlo. Il tema della casa è spesso al centro del dibattito cittadino, e non a torto. Poi ci sono i trasporti, la spesa, le bollette: la somma fa il totale.

Ma c’è una voce di spesa di cui si parla molto meno. Quanto costa, semplicemente, vivere Milano dopo il lavoro? Uscire, bere qualcosa, conoscere persone. Fare quella cosa banalissima che a venti o trent’anni (o quaranta, per chi riesce ancora) dovrebbe chiamarsi semplicemente “serata”. Anche sul tempo libero Milano alza facilmente l’asticella dei prezzi. Nei quartieri più centrali un aperitivo può facilmente superare i dieci euro, mentre rooftop e locali di fascia alta spostano ancora più in alto il conto. Eppure, a poche fermate di metropolitana, a volte a poche centinaia di metri, continuano a esistere bar di quartiere e locali informali dove cambia tutto. Ed è qui che si vede una parte della Milano dei giovani che resta fuori dalla narrazione più patinata della città.

Milano così finisce per assomigliare un po’ a una scacchiera. Puoi spendere moltissimo oppure molto poco, nello stesso quartiere. Puoi bere con vista Duomo oppure stare in piedi davanti a un bar con un bicchiere in mano. Puoi scegliere la “serata pettinata” oppure scendere al tabacchi sotto casa. La differenza, molto spesso, la fa la conoscenza della città.

Poveritivo e la Milano fuori dai circuiti più cari

È da questa esigenza che è nato Poveritivo, pagina social che mappa aperitivi e locali accessibili della città. Dietro ci sono cinque ragazzi, quasi tutti fuori sede, che hanno trasformato una necessità molto semplice in una preziosa guida alla Milano meno costosa. “L’idea nasce dall’esigenza di un servizio”, racconta Anita, co-founder della pagina. “Quando devo andare a pranzo, ad un aperitivo o a cena non vado più su Tripadvisor o su Google, ma direttamente sui social. Dove tuttavia spesso trovi tantissime informazioni sul posto, però poi non sai mai quanto paghi”.

Poveritivo ha provato a colmare proprio questo vuoto, costruendo nel tempo un database alimentato anche dalle segnalazioni della community e portando molti ragazzi verso indirizzi che forse non avrebbero mai scoperto. “Ci è capitato di andare in alcuni locali che frequentavamo e incontrare persone che ci hanno detto: ‘Noi siamo qua grazie a voi’. Non ce l’aspettavamo”. “Milano è una città costosa. Se Milano non fosse costosa questa pagina non avrebbe avuto fortuna”, spiega ancora Anita. Ma aggiunge subito: “Il cliché più grande è che sia una città solo per super ricchi. Ma non è vero”. Basta ingegnarsi, in pratica. Infatti c’è una geografia della città costruita da studenti, lavoratori, stagisti, giovani professionisti e fuori sede che convive con la Milano delle terrazze, degli hotel di lusso e delle boutique. “Milano ha tantissimi spazi più popolari”, sostiene Anita. “C’è sia il baretto sia il bar elegante, chic. Bisogna sapersi muovere”. E il prezzo non è nemmeno sempre la ragione principale per scegliere un posto. “Io mi trovo a disagio in Terrazza Martini a farmi l’aperitivo. Anche avendo a disposizione tutti i soldi del mondo non ci andrei comunque”. Porta Venezia, Isola, NoLo, Chinatown mostrano bene questa mescolanza. “Tutti i quartieri hanno il loro lato popolare e il loro lato che non lo è”, osserva Anita. Si può iniziare con un drink più curato in zona Gae Aulenti e finire davanti al Picchio, oppure scegliere Piazza Archinto, Porta Venezia o la piazza davanti al Bar Rondò.

La notte milanese oltre le discoteche

Nell’immaginario di chi arriva da fuori, la notte milanese significa ancora spesso discoteca: locali, tavoli, selezione all’ingresso, bottiglie da centinaia di euro e taxi alle quattro del mattino. La realtà raccontata da Anita è più semplice. “Quando pensavo alle notti di Milano pensavo solo a discoteche, discoteche, discoteche. Ma la verità è che non ci ho praticamente mai messo piede”. Magnolia o Fabrique restano una possibilità, ma la sua serata tipo (e quella di moltissimi giovani) è un’altra: stare in piedi davanti a un bar, spostarsi tra più locali, incontrare qualcuno, fermarsi a parlare e magari cambiare programma quando la notte è già avviata.

Ed è un punto sul quale, con sfumature diverse, si ritrovano anche Ste, Giada e Sara, co-founder della pagina Instagram I disinfluencers, che raccontano locali, eventi e occasioni per vivere Milano. Sara spiega che la pagina nasce come spazio per condividere ciò che succede in città e aiutare chi la segue a scoprire posti, appuntamenti e possibilità che spesso sfuggono ai circuiti più conosciuti. Per Giada, per esempio, una strada è guardare anche oltre gli indirizzi più battuti. “Ogni giorno si possono trovare decine e decine di eventi gratuiti”, grazie a piattaforme come DICE ed Eventbrite.

“La gente come noi ragiona come noi”: è questa la chiave, secondo Anita. Dietro alla ricerca dell’aperitivo economico c’è infatti qualcosa che va oltre il risparmio: la ricerca di appartenenza. “A Milano c’è proprio la volontà di ricercare il tuo ambiente, le tue persone, la tua gente. C’è spazio per tutti”. Poi ci si riconosce, ci si ritrova e alla fine si finisce spesso negli stessi luoghi. In una città raccontata molto attraverso l’apparenza, una parte dei giovani sembra cercare esattamente il contrario: posti in cui non dover apparire.

Ma con dieci euro si fa davvero serata? “Con 10 euro fare ‘serata’ a Milano è tosta”. Ma non è impossibile. Milano costa. Ma non esiste una sola Milano. E forse il vero segreto, soprattutto quando si è giovani, è riuscire a trovare la propria. Una fermata della metro, un bar e un Camparino alla volta.

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