
Ci sono due tabelle che stanno creando molta ansia a tutti i direttori generali degli ospedali lombardi. Una tabella è quella dei ricoveri. L’altra tabella è quella delle prestazioni. Di fatto – per il settore pubblico – sono i due indicatori dello stato di efficienza della sanità lombarda, rispetto all’anno precedente. Eccole qui:
Di fatto, è una classifica del 2025. Dunque, non recentissima. L’ansia è dovuta al fatto che – secondo quanto possiamo riportare – ben presto dovrebbero essere resi noti i nuovi dati. Che cosa dice però la fotografia a inizio 2026? Che sicuramente ci sono problemi in alcuni ospedali, e altri invece vanno meglio.
A livello di produzione ambulatoriale, in termini assoluti, le visite e gli esami sono aumentati rispetto al 2024, sfiorando le 600 milioni di unità. Un incremento non marcatissimo, così come non è marcato l’aumento delle prestazioni degli erogatori privati, che passano da 526 milioni a 539 milioni. Il pubblico cresce del 3,1 per cento, mentre il privato cresce del 2,5 per cento. E allora perché ci sono ancora tutte queste liste d’attesa? Semplicemente perché la richiesta è esplosa, letteralmente. Vengono disposti più esami diagnostici, più visite, più accertamenti. A livello di raggiungimento degli obiettivi il più virtuoso di tutti è l’ASST Rhodense, con il 109 per cento dell’obiettivo erogato. Subito dopo l’ASST Nord con il 108, il Niguarda con 104 e accoppiati il Tumori e il Pini con il 101,7 e il 101,4. Vicinissimo alla parità è il Policlinico di Milano e il Besta. Tutti gli altri sono assai indietro. Fanalino di coda è l’ASST di Lodi.
L’altra tabella invece indica la produzione dei ricoveri. In questo caso il privato fa meglio del pubblico: aumenta dell’1,8 per cento contro il calo dello 0,9 per cento. Anche qui i valori sono quasi appaiati, differiscono di molto poco. Questa tabella è più in chiaroscuro, ma soprattutto più indicativa. A livello assoluto l’aumento più marcato di ricoveri mette sul podio il Policlinico, con un +4,6 per cento. Sale anche l’ASST Rhodense dell’1,7 per cento e l’ASST Nord dell’1,5 per cento. Tutti gli altri calano, e non poco. Sono “rossi” che pesano, e che stanno facendo sorgere molte riflessioni nell’assessorato al Welfare guidato da Guido Bertolaso. La curiosità è per i prossimi numeri che verranno diffusi: vedranno inversioni di tendenza importanti?
I privati nel sistema sanitario lombardo? Indispensabili
L’ultima riflessione è invece più “politica”. E riguarda il ruolo dei privati nel sistema lombardo. Basta un aggettivo a descriverlo: “Indispensabile”. I privati infatti eseguono quasi il 50 per cento di tutti i ricoveri e quasi il 50 per cento di tutti i servizi ambulatoriali. Si può fare a meno di loro? Assolutamente no. E questo è scritto nei numeri: qualcosa che l’ideologia dovrebbe considerare ogni tanto. L’adesione alla realtà dei fatti.
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