Il 25 Aprile dei City Angels: “Volontari colpiti con un’asta, poi l’incendio e la sede imbrattata”

Il racconto shock di Mario Furlan, presidente dei City Angels che hanno protetto in corteo la Brigata Ebraica

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Un muro lordato di feci e un incendio sfiorato. È questo ciò che i City Angels hanno ritrovato nella mattinata di lunedì 27 aprile, rispettivamente davanti alla propria sede e al centro d’accoglienza per i senzatetto. Episodi inquietanti e che potrebbero essere riconducibili al fatto di di aver protetto la Brigata Ebraica durante il tumultuoso corteo del 25 aprile a Milano.

Ma le prime avvisaglie si erano già palesate prima della manifestazione: sotto i profili social dei City Angels erano comparse molte ingiurie e minacce proprio contro l’associazione, che aveva denunciato anche la perdita di diversi fondi economici dopo la vicinanza espressa al popolo ebraico. Il resto è poi arrivato durante la manifestazione. In via Senato, alcuni manifestanti legati ai Carc e ai centri sociali hanno bloccato la strada alla Brigata Ebraica, impedendole di continuare il corteo. Come ha raccontato Mario Furlan, presidente dei City Angels, sono stati rivolti numerosi insulti ai danni della brigata, oltre all’aggressione di alcuni volontari dell’associazione.

Il 25 Aprile dei City Angels: “Volontari colpiti con un’asta, poi l’incendio e la sede imbrattata”

“Due nostri volontari – ha dichiarato Furlan – sono stati colpiti con l’asta di una bandiera. Uno di loro è stato colpito alla schiena, mentre l’altro alla testa”. Furlan ha poi spiegato che alcune minacce contro la Comunità Ebraica erano comparse già il giorno prima sul sito ufficiale dei Carc. “Hanno scritto di voler impedire di manifestare alla Comunità Ebraica”.

Il presidente dell’associazione racconta poi a Milano Quotidiano ciò che è successo dopo la manifestazione di sabato. “Abbiamo notato che davanti alla nostra sede hanno portato delle feci che hanno spalmato sui muri. Inoltre – ha continuato Furlan -, lunedì mattina abbiamo notato un carrello della spesa bruciato davanti alla sede del centro d’accoglienza per i senzatetto, in via Gino Pollini. Per fortuna – ha concluso il presidente dell’associazione – due nostri volontari hanno spento l’incendio. Ma poteva verificarsi qualcosa di pericoloso”.

La raccolta fondi della Comunità ebraica per i City Angels

C’è comunque una nota positiva. A seguito dell’annuncio della perdita di fondi a favore dell’associazione, la Comunità Ebraica si è mobilitata organizzando una raccolta fondi destinata ai City Angels. Una notizia rassicurante per l’associazione, che ha condannato le ingiurie rivolte alla Comunità Ebraica. “Io credo che la Brigata Ebraica abbia tutto il diritto di manifestare – ha sostenuto Furlan – , perché sono stati tra le prime vittime del nazifascismo. Una persona può pensare quello che vuole di Netanyahu, ma questo non devo impedire all Brigata Ebraica di manifestare. Un conto è quello che sta facendo Netanyahu – ha concluso – , un altro è quello che hanno subito gli ebrei. Molte persone non lo capiscono”.

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