Il caso Minetti? Bussare in Procura a Milano

Per lo scivoloso caso della grazia a Nicole Minetti qualcuno dovrebbe chiedere conto alla Procura milanese. Incompetenza o c'è dell'altro?

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Nicole Minetti

Ma qualcuno che chieda conto alla Procura? Parliamo del caso Minetti, e cerchiamo di capirci qualcosa. C’è una ex consigliera regionale, ex protetta di Silvio Berlusconi, già condannata e bla bla bla. Proprio per queste condanne a un certo momento fa una domanda di grazia per accudire un familiare gravemente malato. La domanda di grazia, questo è l’iter, fa un giro di questo tipo: viene mandata al Ministero della Giustizia retto da Carlo Nordio. Al ministero incaricano – come da prassi – la procura generale di Milano di fare le indagini. Fatte le indagini, ricevono un parere. Controllano se tutto è a posto, e a loro volta formulano un parere da sottoporre alla Presidenza della Repubblica. Che – a sua volta – verifica le carte senza poter fare inchieste e risponde sì o no alla grazia.

A un certo punto di questa storia arriva il Fatto Quotidiano, che fa oggettivamente uno scoop: mette in dubbio che la grazia avesse una motivazione valida. Con accuse gravi: che la Minetti avesse adottato il figlio solo per ottenerla, che fosse coordinatrice di un gruppo di squillo, addirittura che il suo compagno fosse stato coinvolto nel caso Epstein. Insomma, dubbi pesanti. Di conseguenza il Capo dello Stato manda al Ministero la richiesta di accertare al più presto che cosa sia successo e perché.

Procura “distratta” sul caso Minetti: incompetenza o c’è dell’altro?

La procura, incaricata da Nordio su sollecitazione di Mattarella, risponde che adesso farà tutte le indagini. Ma perché non le ha fatte prima? E dire che la Procura di Milano, alla signora Minetti, la conosce bene: tutti i processi sono stati incardinati proprio a Milano, le sue condanne le ha ottenute a Milano eccetera eccetera. Come è possibile che non sia stata scandagliata la sua vita da cima a fondo? E come è possibile che al Ministero della Giustizia qualcuno non abbia detto “ehi, c’è di mezzo la Minetti, è una vicenda che scotta perché quello è un nome che scotta, bisogna essere irreprensibili, durissimi, lucidissimi. A pensar male sembra quasi che qualcuno abbia tenuto l’intera vicenda sotto la soglia della tensione necessaria a non fare errori, sia in Procura che al Ministero, per cagionare un problema grosso come un Colle al Governo. A pensar bene, è tutta una sottovalutazione frutto di incompetenza. Io sono un benpensante, ma il fatto che sulla graticola non ci sia la Procura (che avrebbe dovuto fare le indagini…) continua a stupirmi.

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