Milano Quotidiano

Il “MiTo” di Speranza Scappucci

La direttrice d'orchestra romana assume la guida artistica del festival che unisce Milano e Torino. Nel cartellone di settembre spiccano l'omaggio a Britten, grandi scambi orchestrali e star internazionali

Speranza Scappucci e l'assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi
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Su Milano Quotidiano le recensioni e le cronache di Francesco Bogliari, giornalista, appassionato melomane e autore di “Piccole cronache musicali”. Uno sguardo libero, ironico e spesso controcorrente agli eventi musicali. Dalla lirica alla sinfonica, senza accademismi né reverenze, mescolando memoria personale, gusto per il racconto e giudizi affilati.

È da anni una delle direttrici d’orchestra più affermate nel mondo, e non solo a livello di genere femminile: romana, 53 anni, Speranza Scappucci ha un curriculum già solidissimo e un programma per i prossimi mesi (verificato su Operabase) che in luglio la vedrà alla Scala in Lucia di Lammermour e a Liegi nell’Histoire du soldat, in agosto a Sidney per un concerto straordinario, in ottobre e dicembre con Cenerentola prima a Dresda poi a Bruxelles; a gennaio 2027 dirigerà lo Stabat Mater di Rossini a Boulogne, a febbraio un “grand concert” a Losanna, a marzo il Trittico di Puccini al Covent Garden di Londra, a giugno il Don Pasquale all’Opera Garnier di Parigi. Operabase non mente: dice chiaro chi c’è e anche chi non c’è… chi vuole intendere intenda…

A settembre la nuova edizione di MiTo

E a settembre di quest’anno cosa farà Scappucci? Guiderà come direttrice artistica – dopo il biennio di Giorgio Battistelli – la nuova edizione di “MiTo – Settembre Musica” che dal 1978 (quando si chiamava solo “Settembre Musica”) unisce in musica le due Capitali del Nord. Un festival molto particolare, dai confini aperti, attento a valorizzare i musicisti emergenti insieme a quelli più affermati, con programmi che vanno dal barocco al contemporaneo e comprendono sinfonica, corale, cameristica, liederistica. Quest’anno l’autore su cui si incardinerà la rassegna è Benjamin Britten, di cui si festeggiano i 50 anni dalla morte: il festival si apre il 6 settembre a Milano (replica il giorno successivo a Torino) con il War Requiem diretto dall’australiana Simone Young (apprezzata nei mesi scorsi alla Scala nel Ring wagneriano) alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il compositore inglese tornerà in altri concerti nel corso del festival.

Una bacchetta internazionale per le due capitali del Nord

Come al solito ci saranno scambi tra le compagini orchestrali delle due città: la Filarmonica della Scala, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e l’Orchestra Sinfonica di Milano suoneranno a Torino; l’Orchestra del Teatro Regio e l’Orchestra Filarmonica di Torino si esibiranno a Milano. Molto interessanti si prospettano lo Stabat Mater di Rossini diretto da Scappucci alla guida di un’orchestra che mette insieme gli studenti dei conservatori delle due città e il concerto tutto brahmsiano della Bamberger Symphoniker, una delle eccellenze orchestrali tedesche, diretta da Jakub Hrusa, che chiuderà il festival il 19 e 20 settembre. Mentre il repertorio più antico è affidato a Les Arts Florissant col barocco francese di Charpentier, e alla formazione italiana Il Pomo d’Oro, che presenterà un programma interamente dedicato a Monteverdi.

Incroci orchestrali e capolavori sinfonici tra Milano e Torino

Molto spazio alla cameristica, anche in organici e programmi inusuali, come il concerto con musiche di Astor Piazzolla del chitarrista Pietro Maria Cintura e del fisarmonicista Marco Gererolin. Assolutamente da segnalare i due concerti della giovane percussionista francese Adelaide Ferriére: “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”. Tra i grandi solisti, i pianisti David Fray con le Variazioni Goldberg di Bach e Yifan Wu (vincitore del Concorso Busoni 2025) con un programma interamente dedicato a Schumann. Tra gli altri direttori oltre a quelli citati, Riccardo Chailly e Michele Mariotti. Infine, da non perdere, l’integrale dei quartetti di Beethoven, che si concluderà nel 2027, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala: Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini, Simonide Braconi (impegnato anche in altri concerti) viola, Massimo Polidori violoncello.

Potete leggere il programma integrale a questo link: https://www.mitosettembremusica.it/it

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