Si allarga a quattro partite l’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali a favore dell’Inter. Agli incontri già finiti sotto la lente degli inquirenti si è aggiunta Torino-Inter del 26 aprile 2026, mentre il capitolo relativo alle presunte “bussate” alla sala Var di Lissone dovrebbe essere separato e trasmesso per competenza territoriale alla Procura di Monza. L’indagine, coordinata dal pm Maurizio Ascione insieme al procuratore aggiunto Paolo Ielo, continua tuttavia a scontare la mancanza di elementi sufficientemente circostanziati e di identificazioni precise. Per questo, secondo quanto emerge, l’esito più probabile del filone milanese resta una richiesta di archiviazione. Le valutazioni definitive sono attese entro la fine di luglio.
Torino-Inter e il caso della designazione di Mariani
La nuova contestazione riguarda Torino-Inter del 26 aprile 2026. Secondo l’ipotesi investigativa, l’allora designatore Gianluca Rocchi avrebbe scelto Maurizio Mariani soltanto dopo aver ottenuto il consenso della società nerazzurra, nonostante l’arbitro fosse considerato poco gradito all’Inter. La partita terminò 2-2, anche grazie a un rigore assegnato al Torino. Le più recenti intercettazioni avrebbero registrato un colloquio nel quale un dirigente dell’Aia riferiva a Rocchi i malumori provenienti dall’ambiente interista per quella designazione. Nel corso dell’interrogatorio, Rocchi avrebbe invece rivendicato la correttezza della scelta compiuta.
La nuova formulazione dell’accusa ipotizza che Rocchi abbia agito “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro”, facendo riferimento anche a presunti rapporti preferenziali con Gabriele Gravina. Né l’ex presidente federale né dirigenti dell’Inter risultano però iscritti nel registro degli indagati. Gli eventuali esponenti del club coinvolti, inoltre, non sarebbero stati identificati sulla base di indizi specifici.
Inter-Verona, l’ipotesi dell’arbitro escluso perché poco gradito
Un altro episodio contestato riguarda Inter-Verona del 3 maggio 2025. In quella occasione Rocchi avrebbe designato Gianluca Manganiello per evitare la scelta di Simone Sozza, ritenuto poco gradito alla società nerazzurra. Gli investigatori stanno cercando di verificare se dietro le decisioni arbitrali vi siano state effettive pressioni, chi eventualmente le abbia esercitate e soprattutto se le presunte interferenze abbiano avuto la capacità di alterare il corretto svolgimento della competizione. Oltre a Torino-Inter e Inter-Verona, restano nel fascicolo Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e il derby di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile dello stesso anno.
Il filone Var verso la Procura di Monza
Non compare invece più nelle nuove imputazioni il capitolo delle presunte pressioni esercitate attraverso accessi o “bussate” alla sala Var durante le partite, con l’obiettivo di influenzare le indicazioni fornite agli arbitri in campo. La sala Var ha sede a Lissone, in provincia di Monza e Brianza. Per questo la parte dell’indagine dovrebbe essere stralciata dal fascicolo milanese e inviata alla Procura di Monza, competente per territorio.
Indagini verso la chiusura, resta l’ipotesi archiviazione
La Procura di Milano punta a chiudere gli accertamenti entro la fine del mese, anche perché Ascione lascerà l’ufficio milanese dal 16 luglio. Le nuove intercettazioni hanno ampliato il perimetro dell’indagine, ma allo stato non avrebbero consentito di individuare con precisione dirigenti interisti coinvolti né di raccogliere riscontri decisivi sulle presunte combine. In assenza di elementi capaci di dimostrare pressioni concrete e un’effettiva alterazione della competizione, il procedimento milanese potrebbe quindi concludersi con una richiesta di archiviazione.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


