Quasi non ce ne siamo accorti, perché eravamo tutti chiusi in casa da mesi, per colpa del Covid. E in quella fine di giugno 2020 stavano per rimetterci in libertà, ma vigilata, con le mascherine. Figurarsi se potevamo preoccuparci di Siria Trezzi e Roberto Imberti. Lei, che era stata sindaca di Cinisello Balsamo. Lui, che era stato vicesindaco di Cinisello Balsamo. Domiciliari, per entrambi. Vicenda brutta, accusati di corruzione nel nord Milano. Solita storia, peraltro: promesse a un imprenditore in cambio di agevolazioni edilizie.
Con un cote però molto stuzzicante: Roberto e Siria, vicesindaco e sindaco, erano marito e moglie. Compagni di una vita, e non solo sentimentalmente. “Compagni” anche perché di sinistra. Di quella sinistra che era andata fortissimo ai tempi: quella che dichiarava i diritti ma poi si metteva anche a fare le cose seriamente da un punto di vista di gestione del potere. Il leader indiscusso era stato Filippo Penati, anche lui travolto da una bufera giudiziaria, assolto dalla giustizia ma non dalla malattia che se l’era portato via. Trezzi era stata l’ultima sindaca di centrosinistra di Cinisello. I due, Siria e Roberto, erano stati la power couple del nord Milano prima di un’altra (ora ex) coppia celebre, a Sesto San Giovanni. Lei aveva sèguito, aveva “le palle”, come si diceva prima dell’attacco al patriarcato. Era una di quelle sindache dure dell’hinterland: Gabriella Achilli a San Donato, Mariarosa Malinverno a Rozzano. Poteva aspirare a un ruolo in Regione, e poi chissà. Niente, tutto tranciato da quella accusa: corruzione. Che se a destra provoca le dimissioni (perché pure a destra sono forcaioli, almeno alcuni), a sinistra provoca lo stigma sociale, i telefoni che non rispondono più, gli amici di una vita che non vengono più a cena.
Nel 2022 i due erano stati condannati in primo grado: lapidazione e vergogna. Inaccettabile una accusa di corruzione, figurarsi una sentenza. Anche se non è vero niente. E infatti non era vero niente. Oggi sono stati assolti, in secondo grado, con formula pienissima. In fondo, cambia poco: la loro condanna l’hanno già scontata con formula altrettanto piena.
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(foto da facebook)


