“L’impronta”, il caso Garlasco al centro del dibattito: a Milano la presentazione del libro di Giancarla Rondinelli

Il 4 maggio alla Braidense un confronto tra giornalismo, istituzioni e giustizia

1.3k 0
L'Impronta Giancarla Rondinelli

Il caso Garlasco torna a far discutere anche attraverso il racconto giornalistico. Lunedì 4 maggio alle ore 17, nella sala Lettura della Biblioteca Braidense, all’interno della Pinacoteca di Brera, verrà presentato “L’impronta”, il nuovo libro di Giancarla Rondinelli. Un appuntamento che si inserisce nel rinnovato interesse per una vicenda che, a quasi vent’anni dai fatti, continua a interrogare l’opinione pubblica.

Gli ultimi sviluppi investigativi hanno riportato il delitto di Chiara Poggi al centro dell’attenzione nazionale. Una storia giudiziaria che nel tempo è diventata qualcosa di più: un simbolo del rapporto complesso tra giustizia e percezione collettiva. Il libro parte proprio da questa tensione, cercando di ricostruire i passaggi che hanno alimentato dubbi, divisioni e nuove piste.

L’“impronta 33” al centro dell’indagine

Tra gli elementi chiave analizzati nel volume c’è la cosiddetta “impronta 33”, a lungo considerata inutilizzabile e oggi tornata sotto i riflettori grazie alle nuove tecnologie del RIS. Un dettaglio che ha contribuito a riaprire il dibattito e che si lega alla posizione del nuovo indagato Andrea Sempio, segnando una nuova fase dell’inchiesta.

Un confronto tra voci diverse alla Braidense

Alla presentazione interverranno, insieme all’autrice, Fabio Maritano, caporedattore Rai Tgr Lombardia, Paolo Del Debbio, giornalista e conduttore Mediaset, e Giovanni Bozzetti, presidente della Fondazione Fiera Milano. Prevista anche la presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha firmato la prefazione del volume. Un parterre che mette insieme istituzioni, informazione e mondo culturale per affrontare uno dei casi più discussi della cronaca italiana.

Oltre il processo: le fragilità del sistema giustizia

“L’impronta” non si limita alla ricostruzione dei fatti, ma prova a entrare nelle pieghe del sistema giudiziario: i tempi dei processi, il ruolo delle perizie, i meccanismi di revisione e il rapporto con i media. Un’analisi che punta a evidenziare come il caso Garlasco sia diventato nel tempo anche un fenomeno mediatico e politico. Per Rondinelli, la vicenda di Garlasco riflette una questione più ampia: la fiducia dei cittadini nella giustizia. «La risposta seppur scomoda, si trova nel fatto che Garlasco intercetta una frattura aperta e profonda nel rapporto tra cittadini e Giustizia… è una lezione incompiuta, mostra che la distanza tra verità giudiziaria e verità percepita non è un dettaglio comunicativo, è un pezzo della tenuta democratica… Garlasco ha mostrato che la Giustizia è credibile non solo quando chiude un caso, ma quando riesce a farlo senza lasciare dietro di sé un’ombra lunga di domande irrisolte».

La Russa: “Il dubbio è consustanziale al concetto stesso di Giustizia”

Nella prefazione, Ignazio La Russa richiama il ruolo del dubbio nel sistema giudiziario: «L’errore nel processo, ovviamente – può esistere e non bisogna mai dimenticarsene. Così come, tra le molteplici verità di cui solitamente siamo in cerca, non va dimenticato che quella giudiziaria, di norma, rimane tra le tante […] la più verosimile». E aggiunge: «Ma il dubbio è consustanziale al concetto stesso di Giustizia […] e serve a definire una sentenza definitiva».

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version