Milano Quotidiano

L’inchiesta sulle Olimpiadi, la solita vergogna italiana

Il ringraziamento per avere portato a casa un risultato quasi impossibile? Avvisi di garanzia ed il consueto sputtanamento mediatico...

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Hanno indagato la dirigente apicale del Ministero dei Trasporti, vicinissima a Matteo Salvini, dopo aver indagato l’ad della società che ha costruito tutte le strutture per le Olimpiadi Milano Cortina. Proviamo a spiegarla semplicemente, questa inchiesta, immedesimandoci.

Facciamo finta di essere Fabio Saldini, il supermanager di una società pubblica (la Simico). Abbiamo una missione quasi impossibile. Dobbiamo arrivare in tempo, con tutte le strutture pronte, all’appuntamento delle Olimpiadi Invernali. E’ una sfida impossibile che tutti dicono che non riusciremo a portare a termine. La stampa internazionale, le reti televisive italiane, i giornalisti di mezzo pianeta. Del resto, il mio predecessore mi ha lasciato un casino. E poi si sa, in Italia con le opere pubbliche bisogna stare attenti. Io sono uno molto pignolo, e molto resistente, quindi mi cimento con questa faticaccia. Alla fine, per le Olimpiadi, è venuto pronto tutto quel che doveva venir pronto. Anche la pista del bob che tutti dicevano che non saremmo riusciti a fare.

Ad aumentare il coefficiente di difficoltà, anche un po’ di esponenti locali e un po’ di residenti. Gli esponenti locali di opposizione non vogliono che si facciano le opere perché sono contro i grandi eventi, e poi non sembra loro vero di poter far fare una figuraccia internazionale alla Regione e al Governo. I residenti, quelli vicini alle opere da fare… beh, è normale che si lamentino. Capita pure che questi residenti abbiano buoni rapporti con giornalisti locali. Sia gli esponenti politici che i giornalisti, poi, hanno accesso alle procure, sanno come ci si muove. Prima di tutto, si fanno gli esposti. Poi si allertano le trasmissioni d’inchiesta che fanno il loro. Ma io, che sono un supermanager, intanto vado avanti a fare il mio, di lavoro. E – come si diceva – arrivo alle Olimpiadi pronto più o meno su tutto. Finite le Olimpiadi, iniziano a arrivarmi encomi ed onori pubblici. Fa piacere, ma so che sta per arrivare qualcosa d’altro.

E infatti, da quegli esposti presentati da politici di opposizione e residenti, si origina una inchiesta. Che presuppone ovviamente delle perquisizioni, e degli avvisi di garanzia. Uno di questi tocca a me. Io lo so che ho fatto tutto per bene. Ma intanto la tensione cresce. Il mio avviso di garanzia passa abbastanza sotto silenzio perché in fondo sono un manager, niente di più e niente di meno. Poi però se ne prende uno anche una dirigente del ministero che è il braccio destro del ministro. E qui, si va in prima pagina ovunque anche se di soldi non ne sono stati trovati, di corruzione neppure, non c’è niente di niente. E’ un lavoro così, questo. Non basta arrivare ai risultati, ma poi invece di essere ringraziati dobbiamo anche ricevere un avviso sulla garanzia che saremo sputtanati con la pubblica opinione.

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