Nuovo capitolo nel caso dei candidati musulmani nelle liste della Lega a Vigevano. Dopo l’intervento di Matteo Salvini, arriva la presa di posizione del segretario lombardo Massimiliano Romeo, che prova a riportare la linea del partito su un piano politico e organizzativo.
“Come Lega lombarda appena saputo abbiamo preso immediatamente le distanze. Poi, nel rispetto del candidato sindaco e della lista, e anche per non enfatizzare ulteriormente il caso, abbiamo deciso di affrontare dopo le elezioni il tema delle responsabilità di queste scelte, e ognuno si prenderà le proprie”, ha dichiarato Romeo all’Ansa.
Romeo: “Non è la religione, ma quei loro post sui social”
Romeo insiste nel distinguere il piano identitario da quello politico, ribadendo una linea già tracciata dal vertice nazionale: “Il punto non è il loro essere musulmani. Ma i post che hanno fatto sui social non sono per nulla un esempio di integrazione e questo contrasta con i valori del nostro movimento”. Parole che segnano una presa di distanza netta, ma allo stesso tempo rinviano ogni valutazione interna a dopo il voto amministrativo, evitando ulteriori tensioni nel pieno della campagna elettorale.
La linea di Salvini: “Non rappresentano la Lega”
Già nelle ore precedenti era stato Salvini a intervenire duramente sul caso, parlando da Milano. “I due candidati islamici per le comunali a Vigevano non rappresentano la Lega” e “chi li ha candidati ha sbagliato”, aveva detto il leader del Carroccio, cercando di circoscrivere la vicenda a una scelta locale. “Allo stesso tempo – aveva aggiunto – il problema non è l’etnia o la religione. Abbiamo rappresentanti di tante nazionalità e religioni. Ma non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col velo, quella è un’altra storia”.
Il caso Vigevano e le tensioni nella coalizione
La vicenda è esplosa nei giorni scorsi a Vigevano, dove la lista leghista ha candidato due esponenti della comunità musulmana, tra cui Hussein Ibrahim e Hagar Haggag. Una scelta definita “prettamente locale” da Andrea Monti, ma subito contestata all’interno del partito. Sul piano politico, il caso si inserisce nella corsa alle comunali, con il centrodestra che sostiene Riccardo Ghia, mentre restano differenze nella coalizione, con Forza Italia schierata su un altro candidato. Anche il presidente della Regione Attilio Fontana aveva invitato a considerare la vicenda come una questione interna al partito. Intanto uno dei candidati finiti al centro delle polemiche ha difeso la propria scelta: “Ho deciso di candidarmi perché mi sento un vero esempio di integrazione: lavoro qui da anni e ho cresciuto la mia famiglia rispettando le regole dello Stato”.
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