Milano Quotidiano

L’Orchestra sinfonica di Milano 2026-2027 nel nome di Gianni Cervetti

Presentata la prossima stagione della compagine di Largo Mahler

Da sinistra Ambra Redaelli, Emmanuel Tjeknavorian, Francesca Caruso
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Su Milano Quotidiano le recensioni e le cronache di Francesco Bogliari, giornalista, appassionato melomane e autore di “Piccole cronache musicali”. Uno sguardo libero, ironico e spesso controcorrente agli eventi musicali. Dalla lirica alla sinfonica, senza accademismi né reverenze, mescolando memoria personale, gusto per il racconto e giudizi affilati.

Ricca stagione quella 2026-27 dell’Orchestra Sinfonica di Milano: 30 programmi sinfonici (contro i 20 della 2025-26), 6 appuntamenti di musica da camera al Teatro Gerolamo e uno speciale all’Auditorium.

La stagione – dedicata alla memoria del recentemente scomparso presidente onorario Gianni Cervetti – è stata presentata ieri in conferenza stampa all’Auditorium dalla presidente della Fondazione Ambra Redaelli, sul palco insieme all’assessore alla Cultura della Regione Lombardia Francesca Caruso, mentre l’assessore comunale Tommaso Sacchi ha salutato con un messaggio video.

Protagonista dell’incontro è stato il direttore musicale Emmanuel Tjeknavorian, il trentunenne musicista austro-armeno che guida l’orchestra dal 2024 e il cui incarico è stato prorogato fino al 2029. Per la prima volta ha parlato in pubblico in italiano, un italiano elegante e colto, fluido e gentile, come gesto di rispetto verso la città e il paese che lo hanno adottato artisticamente e che lui sta ricambiando con la forza e l’altezza del suo impegno musicale. “Sono malato di perfezionismo. Noi musicisti siamo soldati, siamo avvocati dei grandi compositori – ha detto – e dobbiamo essere sempre pronti perché capire i loro messaggi è un lavoro per tutta la vita, un lavoro davvero senza fine.” E a proposito dei nuovi programmi: “Ci sono momenti nella vita di un’orchestra in cui qualcosa inizia ad allinearsi, non per progetto ma grazie al tempo, alla fiducia e a un senso condiviso di direzione. Entrando nella nostra terza stagione, ci troviamo proprio in uno di questi momenti”.

L’inaugurazione sarà come sempre alla Scala, il 13 settembre, con Marco Letonja sul podio e Daniel Muller-Schott solista nel concerto per violoncello di Elgar (seguito da due poemi sinfonici di Respighi). La programmazione mette insieme giovani musicisti (come la ventenne pianista russa Alexandra Dovgan che sarà “artista in residenza”) e grandi nomi come Wayne Marshall, Marek Janowsky, Hartmut Haenchen tra i direttori, Daniel Muller-Schott, Rafal Blechacz, Dominik Wagner tra i solisti. Da sottolineare anche la stagione di musica da camera in programma al Teatro Gerolamo, nella quale come negli anni precedenti Tjeknavorian avrà modo di suonare insieme a professori della sua orchestra, una maniera fenomenale di cementare l’empatia e l’orgoglio di gruppo.

Il programma completo potete leggerlo QUI:

La sorpresa Federico Freni

Infine una nota che non è solo una curiosità. È stato proiettato un saluto video di Federico Freni, sottosegretario leghista al ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha dimostrato una rara competenza musicale, unita a una proprietà di linguaggio e a una empatia comunicativa non comuni (è noto come i politici italiani siano – diciamo così – distratti nei confronti della musica “colta” e la maggior parte di loro consideri la presenza alla Scala il 7 dicembre una sorta di deportazione). Ha raccontato il concerto per violoncello di Elgar come il più brillante dei musicologi e ha poi spaziato tra Shostakovich e il jazz, dichiarando di aspettare con trepidazione il concerto di Wayne Marshall dedicato a Gershwin e Bernstein che chiuderà la stagione il 30 maggio.

Quando si dice che la destra non esprime intellettuali, evidentemente nessuno pensa a Freni (lo confessiamo, per noi è stata una sorpresa, una piacevole sorpresa). Quindi da quella parte gli intellettuali di spessore ci sono, solo che o nemmeno loro sanno di averli o li nascondono. Freni appare un gigante nei confronti degli imbarazzanti Sangiuliano e Giuli: perché non lui – un solido economista con alte competenze musicali – ministro della Cultura? Dove si firma la petizione?

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