Milano Quotidiano

Milano 2027, Albertini stronca i candidati del centrodestra: “Potrei votare Calabresi”

L'ex sindaco boccia le opzioni fin qui emerse nel centrodestra e rilancia Cottarelli: "Era l'unico nome in grado di allargare ai riformisti". Sul candidato civico: "L'accordo va trovato entro settembre"

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Mario Calabresi candidato del centrosinistra a Milano? Per Gabriele Albertini sarebbe un avversario difficilissimo da battere. Tanto che l’ex sindaco del capoluogo lombardo, intervistato dal Corriere della Sera, arriva a evocare l’ipotesi del voto disgiunto. “Se non dovesse convincermi il candidato scelto dal centrodestra, il voto disgiunto su di lui potrebbe tentarmi”, afferma Albertini. E il pronostico è ancora più netto: “Con lui gli avversari politici vincono al primo turno. Mi dispiace essere così pessimista”.

Albertini: “Cottarelli sarebbe stato l’unico nome per giocarsela”

Secondo l’ex primo cittadino, il centrodestra avrebbe avuto una carta particolarmente forte da giocare: Carlo Cottarelli. “L’unica possibilità per giocarcela, secondo me, sarebbe stata l’economista Carlo Cottarelli”, sostiene Albertini, perché una candidatura di questo tipo avrebbe potuto “allargare la coalizione anche ai riformisti, come Azione e magari anche Italia Viva”. Quanto ai nomi civici fin qui circolati, il giudizio è differenziato. Alessandro Spada “potrebbe essere un nome di peso”, anche se Albertini dice di non sapere se sia disponibile.

Più prudente la valutazione su Antonio Civita, patron di Panino Giusto: “Per quanto abbia tutta la mia stima, non ha quella caratura di notorietà sufficiente per recuperare quei 10-14 punti di distanza dal centrosinistra”.

Da Giovanni Terzi a Lupi: i dubbi dell’ex sindaco

Albertini si sofferma anche su Giovanni Terzi, definito “un intermediario”, una figura “a metà tra il civico e il politico”. E aggiunge: “Per quanto in campagna elettorale l’apporto di sua moglie Simona Ventura possa essere tonico, non sono sicuro che possa farcela”. Nemmeno Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, convincerebbe del tutto l’ex sindaco: “Non riuscirebbe ad allargare la coalizione”. Da qui la conclusione: “Per questo torno a ripetere che serve un civico”.

“Il centrodestra deve chiudere entro settembre”

Per Albertini il fattore tempo è ormai decisivo. “L’accordo deve essere trovato entro il mese di settembre”, afferma, soprattutto se la coalizione dovesse effettivamente orientarsi su un candidato civico. La ragione è organizzativa prima ancora che politica: “Serve un’organizzazione molto forte per recuperare i punti percentuali che ci separano dal centrosinistra”.

“Calabresi alle primarie? Quasi un’umiliazione”

L’ex sindaco prende posizione anche sul percorso che dovrebbe portare alla scelta del candidato del centrosinistra. Secondo Albertini, sottoporre Calabresi alle primarie sarebbe quasi fuori luogo rispetto al suo profilo. “Considererei dal suo punto di vista, ma anche da chi osserva da fuori, quasi un’umiliazione sottoporsi alle urne preventive”, afferma. Su questo dice di condividere la posizione del leader di Azione Carlo Calenda: per evitare di “turbare le adesioni dei centristi”, sul nome di Calabresi dovrebbe esserci una convergenza senza passare dalle primarie. “Non è una candidatura che può competere con le altre”, conclude Albertini.

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