Milano Quotidiano

Milano 2027, i Verdi: “Calabresi? Presto per parlare, ma vogliamo una candidatura che guardi a sinistra”

Il consigliere comunale dei Verdi Tommaso Gorini fa il punto sui nuovi scenari verso le possibili primarie e le elezioni: "Cossutta può dare un contributo importante". L'INTERVISTA

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La probabilissima candidatura di Mario Calabresi nello scacchiere delle primarie del centrosinistra  milanese ha aperto a nuovi scenari e prospettive. Se per qualcuno – come i Centristi – la forza del nome di Calabresi è tale da rendere inutili le primarie, altri invece manifestano meno entusiasmo. Milano Quotidiano ha intervistato Tommaso Gorini, consigliere comunale dei Verdi, che ha detto la sua sulla nuova candidatura della sua area politica. L’INTERVISTA

Come giudica il nome di Calabresi?
Credo sia prematuro dare un giudizio dato che Calabresi ad oggi non è mai intervenuto nel dibattito politico milanese. Aspettiamo che dica quali sono le sue idee e le proposte per la città. Il poco che possiamo dire finora è che sicuramente si tratta di una personalità autorevole ma che non aver mai avuto un incarico elettivo o di amministratore pubblico può essere un limite per chi si candida a gestire una struttura complessa come il Comune di Milano.

Che giudizio esprime invece per Carlotta Cossutta? Potrebbe essere il vostro nome ideale?
Cossutta viene da una storia di militanza e riflessione politica per cui ho grande stima e penso possa farsi portavoce di mondi che non sempre si sono sentiti rappresentati dai partiti in questi anni. Come più volte abbiamo detto, come Verdi crediamo sia necessario trovare una convergenza di valori, programma e quindi, di conseguenza, di candidature tra le diverse anime della sinistra milanese. Sicuramente Cossutta può portare un contributo importante in questo percorso.

Dopo l’apertura di Calabresi, Azione e Picierno hanno detto che non servono le primarie. Cosa ne pensa?
Noi continuiamo a ritenerle una delle opzioni possibili e pensiamo non sia bene mettere veti in questo senso, anzi. Se si costruisce un percorso in cui le primarie riescono davvero a rappresentare un confronto tra le diverse anime e visioni all’interno del centrosinistra milanese e non un “casting” per individuare il prossimo sindaco o sindaca e una parte della giunta, possono essere un buon modo per legittimare il nuovo corso. In ogni caso la decisione sul metodo per scegliere il candidato o la candidata va presa insieme da tutte le forze politiche e mi sembra abbastanza evidente che chi sceglie di chiamarsi fuori preventivamente da questo consenso si chiami fuori dal perimetro della coalizione.

Ci sarà anche un candidato dei Verdi?
La nostra priorità non è imporre il nostro simbolo ma definire un programma e una candidatura in cui possano riconoscersi tutti i cittadini e le forze politiche che credono che Milano oggi debba guardare più a sinistra.

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