Milano Quotidiano

Milano 2027, Lega pronta correre da sola con Sardone (al primo turno) se Forza Italia insiste a difendere le banche

Salvini non mollerà di un centimetro sull'imposta del 5% sui primi dieci istituti di credito. Tajani (come sempre dice no). E c'è un forte legame con le elezioni comunali

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La Lega fa sul serio. Matteo Salvini non molla e non scherza affatto. Non è certo una boutade ferragostana. La richiesta di un contributo del 5% sugli utili delle dieci principali banche italiane, che con il ‘giochetto’ di alzare tantissimo le rate dei mutui e dei prestiti quando gli interessi salgono e di abbassarle pochissimo quando scendono hanno macinato miliardi e miliardi di utili, verrà presentata nella Legge di Bilancio per il prossimo anno. Una battaglia da portare avanti fino in fondo, costi quel che costi. Obiettivo finanziare gli aiuti alle imprese e ai cittadini sul caro energia che colpisce tutti indiscriminatamente, facendo più male ovviamente alle classi meno abbienti, con l’incremento quasi sempre ingiustificato (o meglio, giustificato dalla speculazione) del prezzo dei carburanti e del costo delle bollette di luce e gas. Con il pericolo dell’impennata dell’inflazione.

Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia tentennano, non si esprimono e al momento restano alla finestra. Ovviamente a schierarsi contro la proposta del Carroccio, come sempre, è Forza Italia, teleguidata da Marina e Pier Silvio Berlusconi che guarda caso (eufemisticamente) hanno una partecipazione considerevole in Banca Mediolanum. Ma oltre al partito del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani anche il Corriere della Sera con la firma di Ferruccio de Bortoli si è schierato a favore degli istituti di credito. “Per forza, certi sistemi si sostengono (e finanziano) a vicenda”, spiegano dai piani alti di Via Bellerio. Il dossier esplosivo delle banche interessa in modo particolare la Lombardia e Milano dove hanno sede molte dei dieci principali istituti di credito, oltre al fatto che nel capoluogo lombardo è presente Piazza Affari e che la Regione sia la locomotiva economica e finanziaria del Paese. Salvini, assicurano i suoi, non voterà una manovra economica che non contenga questo provvedimento. Non è demagogia ma giustizia sociale ed economica.

A Milano la Lega non arretra di un millimetro

Difficilmente l’alleanza di Centrodestra sarà a rischio per le prossime elezioni politiche del 2027, nessun regolo al campo largo per carità, ma sulle elezioni comunali di Milano – se Forza Italia non dovesse accettare un nome condivisibile insistendo sull’alleanza con i pro-Ucraina ad oltranza di Carlo Calenda – non è escluso che la Lega possa correre al primo turno da sola con Silvia Sardone, record-woman di preferenze sia alle Amministrative sia alle Europee e in grado di portare il partito guidato da Salvini al ballottaggio contro il Centrosinistra. La Lega non molla, non arretra di un millimetro. E se guardiamo ai bilanci degli ultimi anni di Intesa Sanpaolo e Unicredit – le prime due banche italiane – è davvero difficile dargli torto.

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