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“Si è cominciato molto male. Non so chi consiglia Calabresi, che è un valente collega, ma forse farebbe bene a ragionare di più con la propria testa invece che farsi incantare da sirene che rischiano di portare a uno schianto”. Le parole di Gaetano Pedullà, giornalista ed eurodeputato dei Cinque Stelle, fotografano l’umore dei pentastellati su Milano, dopo quella che definisce la “fuga in avanti” dell’ex direttore di Chora.
“Il Movimento sta avviando un dialogo con i segretari degli altri partiti di area progressista per costruire una alternativa all’avanzata delle destre. Ma rischia di essere lavoro buttato con questo strappo da parte di Calabresi”. Cosa non convince i Cinque Stelle della più che probabile candidatura del figlio del commissario Luigi Calabresi? “Non abbiamo preclusioni, ma delle sue idee non sappiamo nulla. Non sappiamo se vuole porsi in discontinuità con l’ultima amministrazione o rafforzarne il percorso. Di sicuro da parte nostra non vogliamo minimamente assecondare progetti di continuità con le politiche sbagliate portate avanti da Sala. La nostra attenzione è per l’elettorato delle periferie, il ceto medio, chi lavora duro per arrivare a fine mese eppure fatica a restare a Milano”.
Sicurezza, verde e urbanistica nell’agenda M5S
Sicurezza, verde, mobilità, l’urbanistica: sono alcuni dei capisaldi che anche sui social Pedullà sta individuando in questi giorni per Milano. Un attivismo che qualcuno ha interpretato come una prova di autocandidatura. Ma lui sgombra il campo: “Non è così, io faccio il mio in Europa e il nostro movimento è avverso ai doppi incarichi. Ma di certo vogliamo lanciare dei segnali: su alcuni temi non faremo marcia indietro. E se non ci sarà convergenza, allora andremo da soli. Ne pagheremo il prezzo? E’ più importante mantenere fede ai nostri obiettivi”. Una risposta anche a Sala, che ha definito “arrogante” la forte richiesta di discontinuità invocata dal coordinatore M5S lombardo Dario Violi: “Dice Sala che a Milano valiamo solo il 2 per cento. Banalizzi pure. E tuttavia con questo 2 per cento siamo riusciti a fermare il Salva Milano, una sanatoria indiscriminata che avrebbe teso la mano a chi in questi anni ha impoverito il Comune”.
Il favorito dei Cinque Stelle è Barbacetto
Se Pedullà si sfila dalla corsa, quale un nome in grado di portare avanti le istanze pentastellate? “Ci sono possibili candidature che ci piacciono molto. Uno è sicuramente Gianni Barbacetto, che apprezziamo soprattutto per lo sforzo che ha fatto nel denunciare le politiche urbanistiche”. E Pierfrancesco Majorino? Il giudizio è più cauto: “Ne abbiamo sostenuto la candidatura alle ultime Regionali e non è andata benissimo. Ma va detto che a Milano ottenne un ottimo risultato. Non abbiamo preclusioni su nessuno, ma vorremmo che il candidato fosse definito non attraverso iniziative personalistiche”. La strada è quella delle primarie, “in sintonia con il percorso nazionale”.
Il M5S riparte da Nova: “Non siamo il partito del no”
E nell’agenda pentastellata destino milanese e nazionale si intrecciano con la scelta di promuovere a Milano il 19 e 20 settembre l’evento conclusivo di Nova, il percorso partecipativo per definire le priorità programmatiche del fronte progressista: “Un altro segnale per chi dice che il Movimento fatica ad uscire dal raccordo anulare. E vogliamo scrollarci di dosso l’etichetta sbagliata che ci è stata ingiustamente attribuita: non siamo il partito del no a prescindere e non siamo nemici delle imprese”. Un cambio di percezione che non può che partire da Milano.
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