Milano Quotidiano

Milano 2027, primarie del centrosinistra domenica 31 gennaio 2027. Majorino in pole position. Rumor

Il principale contendente nella corsa verso Palazzo Marino è Mario Calabresi. L'ex direttore di Repubblica ed editorialista rappresenta l'anima più moderata e riformista dello schieramento

(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)
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La macchina elettorale per la successione a Giuseppe Sala a Palazzo Marino è ufficialmente partita. Il centrosinistra milanese ha sciolto le riserve sulla data chiave che darà il via alla corsa per le elezioni comunali del 2027: le primarie della coalizione si dovrebbero tenere, secondo quanto risulta a Milano Quotidiano, il 31 gennaio 2027, l’ultima domenica del primo mese del prossimo anno. Dovrebbe essere quella la giornata decisiva in cui i cittadini di Milano saranno chiamati a scegliere il candidato sindaco che guiderà lo schieramento progressista.

La sfida entra così nel vivo e vede attualmente un chiaro favorito nelle consultazioni interne. In cima alle preferenze e ai sondaggi riservati che circolano tra i corridoi dei partiti c’è Pierfrancesco Majorino, attuale capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale della Lombardia. Majorino gode di un posizionamento d’eccezione: è fortemente caldeggiato e sostenuto dalla segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, che vede in lui la figura ideale per dare continuità e un’impronta chiaramente progressista alla guida della metropoli milanese.

Molto noto e radicato in città per via del suo storico impegno sul territorio, Majorino è riuscito a compattare intorno al suo nome l’intera ala sinistra del Partito Democratico e, più in generale, tutte le forze posizionate alla sinistra dello scacchiere della coalizione. Una base solida che, unita alla notorietà personale costruita in anni di amministrazione locale, lo lancia in netto vantaggio in questa primissima fase di campagna elettorale rispetto ai suoi sfidanti.

Il principale contendente nella corsa verso Palazzo Marino è Mario Calabresi. L’ex direttore di Repubblica ed editorialista rappresenta l’anima più moderata e riformista dello schieramento. Il suo profilo civico e di alto livello intellettuale raccoglie un forte sostegno al centro, potendo contare sull’appoggio esplicito di Azione e del senatore Carlo Calenda, pronti a scommettere su di lui per intercettare il voto della borghesia produttiva e dei moderati milanesi.

Dietro ai due principali contendenti si muovono altre figure di rilievo della politica cittadina. Tra i nomi già sul tavolo spicca quello di Anna Scavuzzo, attuale vicesindaco della giunta guidata da Giuseppe Sala, che rivendica il valore della continuità amministrativa degli ultimi dieci anni. Accanto a lei si registrano le candidature di altri esponenti minori e liste civiche della galassia di centrosinistra, intenzionati a far pesare i propri temi all’interno del programma della futura coalizione.

Nonostante la pluralità di voci e i tentativi di mediazione dei centristi, i sondaggi interni alla coalizione al momento non lasciano spazio a dubbi: Pierfrancesco Majorino è saldamente avvantaggiato. La capacità del capogruppo dem in Lombardia di mobilitare i circoli cittadini e i militanti più attivi rischia di essere il fattore determinante nella giornata del 31 gennaio. Mancano pochi mesi al voto e la sfida all’ombra del Duomo è ufficialmente aperta. Il tutto mentre il centrodestra è ancora in alto mare, lacerato e senza un candidato comune.

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