Era stato arrestato nell’ottobre del 2025, dopo aver seminato il panico per settimane tra le donne che frequentavano le zone di Porta Venezia e della Stazione Centrale a Milano. Le sue aggressioni, improvvise e apparentemente immotivate, avevano provocato lesioni anche gravi ad almeno sette vittime. Ma la vicenda giudiziaria di A.S., 24enne di origine senegalese soprannominato “il calciatore”, non si era conclusa con quell’arresto. Dopo essere stato condannato in via definitiva, il giovane si era infatti reso irreperibile, sottraendosi all’esecuzione della pena. La sua fuga si è conclusa domenica 18 ottobre a Roma, dove i carabinieri lo hanno individuato nei pressi della stazione Termini.
Arrestato nel 2025, poi irreperibile: la cattura a Roma Termini
Come riferisce MilanoToday, il giovane è stato fermato intorno alle 8 del mattino in via Giolitti, a pochi passi dai binari della stazione Termini. A notarlo sono stati i carabinieri del nucleo Scalo Termini, insospettiti dal suo atteggiamento tra i passanti. Il controllo dei documenti e le successive verifiche nelle banche dati delle forze dell’ordine hanno fatto emergere un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura di Milano l’8 ottobre 2026. Il provvedimento riguardava proprio il giovane che un anno prima era stato arrestato dagli investigatori del commissariato Garibaldi-Venezia per le aggressioni seriali nel centro di Milano.
In quell’occasione, nell’ottobre 2025, era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip milanese e il 23enne era stato trasferito nel carcere di San Vittore. Successivamente il procedimento giudiziario era arrivato a sentenza, ma al momento dell’esecuzione della pena il giovane non era più reperibile.
La condanna, pronunciata nell’aprile 2026 dalla quinta sezione penale del Tribunale di Milano, era diventata definitiva il 18 maggio. Dopo l’unificazione delle pene del 24 giugno e il decreto di irreperibilità del 23 luglio, le ricerche erano proseguite fino al rintraccio nella Capitale. Il 24enne è stato ora trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove dovrà scontare una pena residua di un anno, nove mesi e 17 giorni di reclusione.
Le sette aggressioni: calci e pugni a donne incontrate per strada
Le violenze erano avvenute tra agosto e ottobre 2025, in un’area compresa tra corso Buenos Aires, Porta Venezia e la Stazione Centrale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane prendeva di mira donne che stavano tornando a casa o andando al lavoro, talvolta anche in bicicletta, colpendole all’improvviso con calci, pugni e spintoni. Non emergeva alcun tentativo di rapina e le aggressioni sembravano avvenire senza un motivo apparente.
Tra gli episodi denunciati, quello di metà agosto ai danni di una 28enne colpita alle caviglie, con una prognosi di otto giorni. Il 28 agosto, in via Boscovich, una donna di 61 anni era stata presa a calci dopo aver chiesto al giovane, che stava dormendo tra alcune automobili parcheggiate, di spostarsi per consentirle di utilizzare la propria vettura. Le lesioni riportate le erano costate una prognosi di 60 giorni. Il giorno successivo, in piazza San Camillo de Lellis, era stata aggredita una 59enne, con conseguenze tali da richiedere 26 giorni di prognosi.
Ma la giornata più violenta era stata quella del 5 ottobre 2025, quando nel giro di appena mezz’ora quattro donne erano state colpite tra via Castaldi e via Tadino. Tra loro una 41enne, che aveva riportato una distorsione al piede, e una 32enne, raggiunta da un calcio in pieno volto che le aveva provocato la frattura delle ossa nasali. Altre due giovani, di 25 e 24 anni, avevano riportato lesioni con prognosi comprese tra cinque e quindici giorni. La sequenza di episodi aveva generato forte preoccupazione tra residenti e lavoratrici del quartiere, alcune delle quali avevano iniziato a modificare i propri percorsi quotidiani per timore di incontrare l’aggressore.
I dread biondi e il soprannome “il calciatore”
A consentire agli investigatori di risalire all’identità del giovane erano state anche le descrizioni fornite dalle vittime e le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Un elemento particolarmente riconoscibile era la sua acconciatura, caratterizzata da dreadlocks con sfumature bionde. Il 24enne era conosciuto nella zona con il soprannome di “calciatore”, per l’abitudine di palleggiare in strada con lattine e altri oggetti. Viveva da solo, senza una sistemazione stabile, dormendo dove capitava. Arrivato in Italia nel 2017 attraverso Lampedusa, ancora minorenne, aveva inizialmente presentato una domanda di protezione internazionale, poi respinta, ottenendo successivamente lo status di rifugiato. Dopo un periodo trascorso a Roma si era trasferito a Milano.
Undici alias e 43 fotosegnalamenti in tre anni
Il giovane era già ampiamente conosciuto dalle forze dell’ordine. Tra il 2022 e il 2025 era stato fotosegnalato ben 43 volte, utilizzando 11 diverse identità per cercare di eludere i controlli. A suo carico risultavano precedenti per minacce, percosse, porto abusivo di armi e una rapina commessa a Roma. L’arresto dell’ottobre 2025 aveva posto fine alla sequenza di aggressioni che aveva allarmato il quartiere di Porta Venezia. La successiva irreperibilità, nonostante la condanna definitiva, aveva però lasciato aperta la vicenda. Ora, con il rintraccio a Roma Termini, il 24enne è tornato in carcere per scontare la pena residua.
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