Un bambino di meno di un anno e mezzo ha riportato gravissimi danni cerebrali dopo essere rimasto soffocato da un pezzo di focaccina ingerito durante la merenda in un asilo nido comunale di Milano. La Procura ha aperto un’inchiesta per lesioni gravissime colpose, al momento contro ignoti, per accertare eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza. Il fatto risale al pomeriggio del 4 febbraio scorso all’asilo di via Cerkovo. Secondo quanto ricostruito, il piccolo stava mangiando insieme agli altri bambini affidati alla struttura quando un boccone gli sarebbe rimasto bloccato nella trachea, impedendogli di respirare.
I soccorsi e i lunghissimi minuti senza ossigeno
Nei minuti successivi si sono vissuti momenti di forte concitazione. Gli operatori e le educatrici intervenuti per soccorrerlo non sarebbero riusciti a liberare le vie respiratorie del bambino, mentre veniva richiesto l’intervento del 118. Quando i sanitari sono arrivati all’asilo, circa dodici minuti dopo l’allarme, il piccolo era già in arresto cardiaco. I soccorritori sono riusciti a rianimarlo e a rimuovere il pezzo di focaccia che ostruiva la trachea, ma il bambino sarebbe rimasto senza respirare per circa 27 minuti complessivi.
Un intervallo di tempo che si è rivelato devastante. Trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, il bambino ha ricevuto una diagnosi drammatica, come riporta il Corriere: una “severa encefalopatia ipossico-ischemica”, conseguenza del prolungato mancato afflusso di ossigeno al cervello.
Le possibili conseguenze permanenti
Le condizioni del piccolo sono apparse gravissime fin dalle prime ore del ricovero. Ai genitori, assistiti dall’avvocato Gabriele Minniti, i medici avrebbero spiegato il rischio di pesanti conseguenze permanenti sul piano fisico e cognitivo. Dopo il primo ricovero al Niguarda, il bambino è stato trasferito in una struttura specializzata in provincia di Lecco, dove dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione.
L’inchiesta della Procura sulle procedure del nido
Le indagini sono coordinate dalla pm milanese Daniela Bartolucci. Tra gli aspetti sotto esame ci sono le modalità di preparazione e somministrazione del cibo ai bambini del nido, affidato a una società esterna. Le linee guida del ministero della Salute prevedono infatti regole molto rigide per l’alimentazione dei bambini sotto i quattro anni: gli alimenti devono essere tagliati in pezzi molto piccoli e consumati sempre sotto la supervisione di adulti in grado di intervenire immediatamente in caso di soffocamento. La Procura dovrà ora chiarire se tutte le procedure previste siano state rispettate e se vi siano eventuali responsabilità nella catena dei soccorsi che possano aver aggravato le conseguenze per il bambino.
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