Milano da rileggere: la passeggiata di Mi’mpegno tra memoria, storia e città quotidiana

Il presidente Ferraro: "Milano è anche memoria e responsabilità condivisa"

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Mi'mpegno

Non una semplice passeggiata, ma un esercizio concreto di cittadinanza attiva. L’iniziativa promossa da Mi’mpegno, partita dal Monumento alle Cinque Giornate e sviluppatasi lungo corso XXII Marzo, ha coinvolto circa cinquanta partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, arte, architettura e riflessione sociale, restituendo profondità a uno degli assi urbani più frequentati della città.

Il momento iniziale, sotto il monumento recentemente restaurato, ha rappresentato il cuore simbolico dell’iniziativa. Qui la scrittrice Giovanna Ferrante ha proposto una rievocazione interamente dedicata alle Cinque Giornate di Milano, restituendo con precisione il contesto storico, civile e umano di quei giorni del 1848. Non una narrazione generica, ma un intervento puntuale, che ha riportato i presenti dentro il clima di una città capace di farsi comunità, responsabilità e partecipazione.

Da quel punto la passeggiata si è snodata lungo corso XXII Marzo, trasformandosi progressivamente in un percorso di lettura urbana. Le parole dello scrittore Marcello Menni hanno accompagnato i partecipanti in una riflessione ampia, capace di tenere insieme arte, architettura, storia e società, mostrando come anche una porzione di città così frequentata possa ancora rivelare dettagli, significati e prospettive che sfuggono allo sguardo frettoloso. Il senso dell’iniziativa è emerso proprio qui: offrire l’occasione per scoprire con occhi nuovi il bello e il buono di una parte di Milano che molti attraversano ogni giorno senza coglierne le stratificazioni.

Lungo il percorso sono emersi elementi architettonici, segni urbani e tracce storiche normalmente invisibili allo sguardo distratto. Non si è trattato di una visita guidata tradizionale, ma di un invito a leggere la città come un testo complesso, dove ogni edificio e ogni prospettiva raccontano qualcosa. In questo senso la passeggiata ha assunto un valore più ampio, diventando una forma di educazione allo sguardo, che è forse la più semplice e al tempo stesso la più trascurata delle pratiche civiche.

Erano presenti anche monsignor Carlo Azzimonti, il senatore Pianetta e il presidente dei giuristi cattolici Mattia Ferrero, a testimonianza di un interesse che va oltre il piano culturale e si apre a una riflessione più ampia sul ruolo della città e dei cittadini.

In questi anni Mi’mpegno ha promosso circa trenta passeggiate tra centro e periferie, costruendo una pratica costante di attraversamento e lettura urbana. Non un’attività occasionale, ma una linea di lavoro precisa: portare le persone nei luoghi, farli parlare, costruire connessioni tra memoria e presente. In un contesto in cui spesso si moltiplicano convegni e narrazioni astratte, questa scelta appare quasi controcorrente.

Ferraro: “Milano è anche memoria e responsabilità condivisa”

Il presidente di Mi’mpegno Carmelo Ferraro ha sintetizzato con chiarezza il senso dell’iniziativa: “Da anni le nostre passeggiate vogliono essere un modo semplice ma profondo per rimettere i cittadini davanti alla loro città. Milano non è fatta solo di funzioni e velocità, ma anche di memoria e responsabilità condivisa”.

E ha aggiunto: “Partire dalle Cinque Giornate non è casuale. È un richiamo a una Milano che ha saputo essere comunità. Oggi abbiamo bisogno di riscoprire quello stesso spirito, anche attraverso gesti semplici come fermarsi a guardare davvero i luoghi che attraversiamo ogni giorno”. Più che una semplice iniziativa culturale, quella di Mi’mpegno si conferma dunque come una proposta di lettura della città. Una lettura che parte dalla storia ma arriva al presente, interrogando il modo in cui Milano viene vissuta e, spesso, distrattamente consumata. In una città che corre molto, provare a guardare meglio non è un dettaglio: è già una forma di responsabilità.

 

 

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