La spaccatura interna alla maggioranza di centrosinistra a Palazzo Marino sul gemellaggio con Tel Aviv è una ferita ancora viva. Il Pd stesso si è ritrovato diviso al momento del sofferto voto sulla sospensione. Ma le distanze sono più grandi che mai oggi soprattutto tra Verdi e Azione. Milano Quotidiano ne ha parlato con Francesca Cucchiara, consigliera comunale dei Verdi. L’INTERVISTA
Dopo il voto sul gemellaggio, avete intenzione di uscire dalla maggioranza di Palazzo Marino?
Ovviamente no. Non avrebbe alcun senso uscire quando la maggioranza del centrosinistra è stata con noi.
Ma come riuscireste a stare in una coalizione con Azione, che costantemente osteggia la vostra politica?
Intanto dovrebbero chiarire da che parte stanno, visto che solo qualche settimana fa hanno proposto di costruire una nuova coalizione con Forza Italia. Dopodiché, senz’altro si può discutere nel merito delle questioni, e noi siamo sempre stati pronti a farlo. Quello che non tollero, invece, è l’aggressività e gli attacchi personali, che non dovrebbero mai esserci, qualunque sia la posizione sostenuta. Ma evidentemente abbiamo modi diversi di fare politica.
Osculati ha dichiarato che “il rapporto tra Milano e Tel Aviv non è solo un atto amministrativo o simbolico. Deve essere interpretato come la scelta di stare con chi, anche dentro il conflitto più lacerante, continua a credere che la convivenza sia possibile”. Come giudica la posizione delle tre consigliere del Pd contrarie all’interruzione del gemellaggio?
Un po’ ingenua. Primo: non bisogna confondere la società civile di Tel Aviv con l’amministrazione di Tel Aviv. Sicuramente esiste una parte di cittadini che si mobilita contro Netanyahu, ma questo non vuol dire che sia maggioritaria o che rappresenti la posizione del Comune. Secondo: il Comune di Tel Aviv, come ho detto in Consiglio, si trova a circa 80 km da Gaza, un’ora e mezza di macchina. Quando il tempo è sereno, Gaza si vede dalle coste di Tel Aviv. Possibile che davanti a quell’orrore il Comune non abbia intrapreso alcuna azione? Possibile che da tutto il mondo si siano mobilitate migliaia di persone e imbarcazioni per rompere l’assedio e da Tel Aviv non sia arrivata alcuna iniziativa? Se guardate i canali di comunicazione ufficiali del Comune di Tel Aviv, l’unico messaggio politico è quello sul Pride. Non c’è nulla su Gaza. E mentre le persone vengono lasciate morire e mangiate dai topi, Tel Aviv ci mostra le spiagge, i tramonti, i festini. Che cosa dovrebbe spiegare il Comune di Milano a chi ha un campo di sterminio sotto gli occhi?
E nello specifico della posizione delle tre consigliere contrarie all’interruzione?
Direi che non è coerente con quella che avevano espresso otto mesi fa, quando avevano votato a favore della sospensione del gemellaggio.
Come vi siete sentiti dopo la bocciatura dell’odg? È un’opportunità persa?
Sicuramente sì. Avremmo potuto dare un segnale più forte, senza per questo compromettere ogni possibilità di dialogo. Ricordo infatti che il gemellaggio è un accordo che va ben oltre il dialogo: prevede anche il consolidamento di rapporti economici e commerciali. È chiaro che mantenerli, mentre come centrosinistra chiediamo all’Europa e al Governo di interromperli, rappresenta una contraddizione evidente.
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Francesca Cucchiara


