Milano Quotidiano

Milano, il cantiere incompiuto di Turro divenuto uno slum per immigrati irregolari

Silvia Sardone ed Edoardo Solazzo della Lega all'attacco: "Simbolo del fallimento delle politiche di sicurezza e decoro dell’amministrazione Sala"

“Il cantiere di via Stamira d’Ancona 40 è ormai il simbolo del fallimento delle politiche di sicurezza e decoro dell’amministrazione comunale”. Così dichiarano in una nota congiunta Silvia Sardone, Vice segretario Lega e Consigliere Comunale della Lega, ed Edoardo Solazzo, Capogruppo della Lega in Municipio 2.

“Già nel novembre 2024 avevamo effettuato un sopralluogo nell’area, riscontrando una situazione di estremo degrado e criminalità all’interno della struttura, con gravi episodi di marginalità. Nonostante le operazioni di sgombero avvenute proprio in quel periodo a seguito del nostro sopralluogo, il Comune si è fatto beffare: la messa in sicurezza è durata pochissimo e gli occupanti abusivi, spesso immigrati irregolari, hanno rioccupato l’immobile in tempi record. Oggi la situazione è completamente degenerata sotto gli occhi di una Giunta che preferisce ignorare il problema. Il cantiere incompiuto è diventato un centro di bivacchi e pericolo costante. I residenti del quartiere Turro sono comprensibilmente esasperati e chiedono da tempo interventi concreti, ma il Comune preferisce ignorare la situazione ormai al limite”, sottolineano i Consiglieri.

La nuova mozione in Giunta: “Inaccettabili zone franche di questo tipo”

Dopo aver presentato diverse interrogazioni in Comune e in Municipio, la Lega ha depositato una nuova mozione che impegna la Giunta municipale a promuovere uno sgombero immediato in coordinamento con Prefettura e Forze dell’Ordine; garantire un presidio costante per evitare che l’area venga nuovamente occupata dopo pochi giorni; obbligare la proprietà alla messa in sicurezza definitiva per prevenire nuove occupazioni abusive, oltre a valutare ogni strumento amministrativo e legale per forzare il soggetto attuatore a completare i lavori o definire il futuro dell’area.

“È inaccettabile che nel 2026 un’amministrazione comunale permetta zone franche di questo tipo. Palazzo Marino smetta di ignorare le grida d’aiuto del quartiere Turro. Non tollereremo ulteriori ritardi: la sicurezza dei milanesi non può essere sacrificata sull’altare dell’incapacità della giunta Sala” concludono Sardone e Solazzo.

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