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“Una pessima, se non assente, gestione della piazza ha portato, in primis al ferimento di così tanti nostri agenti, questa cosa non è accettabile. Noi come centrosinistra e tutta quella parte che storicamente si riconosce in quell’arco costituzionale e che rispetta i dettati della Costituzione, dobbiamo essere responsabili e soprattutto compatti e coesi nel combattere queste situazioni, perché Meloni e i suoi compari ci stanno lasciando un paese sull’orlo del disastro”. A fare il bilancio del weekend di violenze e scontri nel centro di Milano, a cui hanno partecipato giovanissimi, è il consigliere comunale del Pd Michele Albiani, presidente della Commissione Sicurezza, Coesione Sociale e Politiche della Notte. Vetrine rotte, razzie nei negozi, minorenni manganellati, agenti e commessi aggrediti: per il dem sono tutti segnali di una sottovalutazione del rischio da parte della Prefettura e del ministero dell’Interno. L’INTERVISTA
C’è stata effettivamente questa sottovalutazione? Non erano abbastanza gli agenti?
Se c’è una mancanza di organizzazione o di numeri non è colpa degli agenti che sono lì sul campo, che anzi hanno subito sulla loro pelle, letteralmente, una mancanza da parte del ministro degli Interni. Hanno sicuramente sottovalutato i rischi sabato. Se questa gestione si è ripresentata anche domenica, vuol dire che qualcuno non è in grado di fare il suo lavoro, più in alto nella scala gerarchica. Oppure c’è a chi non dispiace se succedono cose terribili a Milano, come tra l’altro sono successe anche a Torino e Bologna. Delle analogie sono state riscontrate anche dai sindaci delle grandi città metropolitane che ieri hanno fatto un appello a Meloni per incontrarsi e capire che cosa fare tutti insieme.
Colpiti dalle violenze di questi ultimi due giorni sono stati anche i lavoratori nei negozi.
Sì, la questione non è solo spaccare la vetrina. Questa non è stata una protesta, è una manifestazione di un disagio sistemico gravissimo su cui bisogna agire tempestivamente per arginare quello che è già diventato, tradotto nelle violenze di questi giovani. Dobbiamo tenere conto anche dei lavoratori che magari avevano contratti a chiamata e saranno messi in ferie forzate perché il negozio non può aprire per giorni. Per questo esprimo piena solidarietà anche ai negozianti e commessi colpiti senza alcun motivo.
Il sindaco ha evidenziato che “la fase è delicata, c’è molto da fare” ma “non è il tempo di cercare voti”
Sì la situazione non va strumentalizzata come invece stanno facendo alcuni da destra.
Di chi è la responsabilità di quello che è successo?
Ognuno ha le responsabilità che gli compete. La maggior parte si caricano su un governo che non ha fatto nulla per quattro anni, Stiamo parlando di bambini, di 13-14 anni, che fanno queste cose e sono cresciuti con il governo Meloni, andavano alle elementari quando è cominciato il governo. Sono il prodotto del tipo di istruzione, coesione sociale, modelli comportamentali di questi anni di assenza di politiche per i giovani mentre il governo dice che sono irrecuperabili. Vuol dire che è un governo veramente fallito e inadeguato per fare qualunque cosa. È una generazione arrabbiata, fragile, riguarda tutto il paese e ci sarà molto da ricostruire. Sarà un ‘dopo guerra’ di carattere sociale e psicologico.
Calabresi ha detto che le istituzioni non devono essere incendiarie, ma che “servono dei pompieri”. È d’accordo?
Questa è l’immagine più corretta, perché servirebbe una struttura di contrasto allo stress post-traumatico. Bisogna essere in grado di ricucire e di essere responsabili politicamente a cominciare da noi che siamo le istituzioni più vicine ai cittadini.
Ma a Milano c’è un rischio che questo conflitto sociale si accentui sempre di più?
Faccio un parallelo con Roma, dove durante la manifestazione di sabato il servizio d’ordine della Cgil ha fermato i pochi ragazzini mascherati presenti. Qui è mancata questa mediazione, inoltre tanti arrivavano da fuori Milano, anche fuori dalla provincia. A Milano si sono intrecciate diverse questioni esplose per la mancanza di responsabilità. La questura non ha nemmeno chiuso le strade, o provato a intercettare i giovani che si davano appuntamento in diretta su TikTok davanti al Carrefour. Inoltre, mentre c’erano gli scontri non sono stati allontanati i turisti o i presenti. Qualcuno dovrà rispondere di questo, a cominciare dal ferimento degli agenti. C’è una responsabilità, interna, della macchina della sicurezza.
Valditara lunedì mattina a un evento alla Scala ha affermato che contro i minorenni che protestano servono misure come il fermo preventivo o la stretta sulla cittadinanza. Cosa ne pensa?
Valditara è probabilmente il primo colpevole, il mandante di tutti questi ragazzi perché per quattro anni, da ministro di istruzione, non ha fatto nulla per questi ragazzi. Sarebbe meglio se tacesse.
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