“Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali 2027 a Milano, le forze politiche si interrogano sulle consistenze elettorali e sugli effetti dei possibili candidati. Oggi ci occupiamo del Centrosinistra. Elaborando i dati dei sondaggi pubblicati sinora da vari istituti (meta-analisi), e considerando la tendenza storica di voto della città, possiamo affermare che il campo largo progressista (PD, AVS, M5S e civiche, senza Azione) parte oggi da un “livello basale” del 48 per cento circa”, afferma Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano, che, in qualità di Direttore Scientifico di Yoodata, ha realizzato in esclusiva per Milano Quotidiano una ricerca demoscopica sul voto amministrativo a Milano del prossimo anno.
“Se però nella simulazione si inserisce il nome di Pierfrancesco Majorino, la situazione cambia: la simulazione lo colloca infatti attorno al 52%, grazie alla sua notorietà cittadina e alla capacità di mobilitare segmenti progressisti, che un candidato generico non attiverebbe. La differenza tra i due scenari definisce così un possibile “effetto Majorino” stimabile attorno ai 4 punti percentuali, una misura del valore aggiunto che il suo profilo porterebbe al campo largo milanese. Seguiranno altre simulazioni”, conclude il Direttore Scientifico di Yoodata Amadori.
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