Lo scontro tra Massimiliano Lisa e Palazzo Marino arriva formalmente in Procura. Il candidato sindaco della lista civica Milano Libera, fondatore e patron del Museo Leonardo3 in Galleria Vittorio Emanuele II, ha presentato una denuncia-querela per diffamazione aggravata nei confronti del sindaco di Milano Giuseppe Sala. Al centro dell’iniziativa giudiziaria ci sono, secondo quanto riferito da Lisa, alcune dichiarazioni pubbliche del primo cittadino ritenute false e gravemente dannose per la sua immagine personale, imprenditoriale e civica. Una decisione che arriva dopo settimane di tensione politica e amministrativa, sullo sfondo del contenzioso già aperto tra il Museo Leonardo3 e il Comune per l’utilizzo degli spazi in Galleria.
Il contenzioso sulla Galleria e l’esposto sulle concessioni
Lisa aveva già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla magistratura dopo le parole di Sala seguite alle notizie sulle indagini relative ad alcune concessioni di spazi nella Galleria Vittorio Emanuele II. Quelle indagini, secondo quanto emerso, sarebbero partite da un esposto presentato dallo stesso imprenditore.
Nella nota diffusa a seguito della querela, Lisa collega gli attacchi alla sua persona proprio alle iniziative intraprese per segnalare alle autorità competenti vicende che ritiene di rilevante interesse pubblico sulla gestione delle concessioni nella Galleria. Il punto, nella sua ricostruzione, è che l’attenzione si sarebbe spostata dal merito delle questioni sollevate alla figura del denunciante. Le parole di Sala contestate da Lisa sono state pronunciate nel corso della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora“. Il sindaco aveva detto tra le altre cose che Lisa “non ha pagato l’affitto” e avrebbe commesso “abusi documentati”
Lisa: “Costretto a difendere il mio nome”
“Le dichiarazioni contestate costituiscono un attacco personale e diretto alla mia credibilità, costruita in decenni di attività imprenditoriale, culturale e civica al servizio della città. Oggi mi trovo costretto a difendere il mio nome da affermazioni false e profondamente ingiuste”, afferma Lisa. L’imprenditore insiste anche su un principio più generale: “Quando emergono questioni scomode, la risposta dovrebbe essere il confronto sui fatti. Invece, si è scelto di concentrare l’attenzione sul denunciante, cercando di screditarne l’immagine e la credibilità agli occhi dell’opinione pubblica“. E ancora: “Non è in gioco soltanto il mio nome. È in gioco un principio fondamentale: chi denuncia fatti che ritiene rilevanti per la collettività non dovrebbe diventare il bersaglio di campagne di delegittimazione personale“.
La candidatura con Milano Libera e il caso Siciliano
La querela si inserisce in un clima già politicamente carico. Lisa ha lanciato la lista civica Milano Libera in vista delle prossime comunali e, nelle scorse settimane, aveva fatto discutere la presenza nella sua squadra dell’ex pm Tiziana Siciliano. La sua candidatura si muove dunque su un doppio terreno: da un lato la battaglia amministrativa e giudiziaria legata agli spazi della Galleria e al Museo Leonardo3; dall’altro la sfida politica a Palazzo Marino.
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Beppe Sala e Massimiliano Lisa


