Milano Quotidiano

Milano, ok a Cottarelli in cambio delle preferenze per Meloni e del Viminale per Salvini?

Il retroscena che unisce la scelta del candidato per Palazzo Marino ai dossier romani nel Centrodestra

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Fratelli d’Italia non rinuncia alle preferenze nella legge elettorale, come promesso da anni dalla premier Giorgia Meloni. Si profila così un compresso che si allarga ad altre partite e poltrone nella maggioranza di Centrodestra. Nella riforma con la quale andremo a votare nel 2027, essendo le circoscrizioni abbastanza ampie per la Camera e molto per il Senato, solo il capolista dovrebbe essere bloccato mentre gli altri nomi dei candidati – sempre con la regola dell’alternanza di genere, massimo due preferenze donna uomo o viceversa – verranno scelti dagli elettori.

Letta così sempre una vittoria di Meloni su Forza Italia e Lega. Ma sono in arrivo le contropartite. Per Forza Italia via libera a candidati civici alle elezioni amministrative del prossimo anno in tutte le grandi città che andranno alle urne. E a Milano questo significa ok all’economista Carlo Cottarelli in grado di allargare la coalizione anche ad Azione di Carlo Calenda e a movimenti civici meneghini riformisti e moderati. Per il Carroccio, invece, si profila il ritorno di Salvini alla guida del ministero dell’Interno (il Mit a un esponente di FdI) per poter sfruttare la poltrona del Viminale su contrasto all’immigrazione clandestina e sicurezza in vista delle elezioni politiche. Cercando così di recuperare consensi e arginare la crescita a destra di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

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