La questione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv continua a infiammare il dibattito politico cittadino. Particolarmente sotto i riflettori ci sono in particolare le tre consigliere comunali del Pd (Roberta Osculati, Angelica Vasile e Alice Arienta, che hanno votato in modo opposto rispetto al resto del partito, favorendo la bocciatura della mozione dei Verdi che chiedeva l’interruzione dei rapporti con la città israeliana. Milano Quotidiano ha parlato con Alice Arienta per chiedere i motivi della scelta. E quali conseguenze potrebbero esserci. L’INTERVISTA
Perchè avete votato no all’interruzione del gemellaggio? Cosa c’era di sbagliato nell’interromperlo?
La violenta politica espansionistica portata avanti dall’attuale governo di Israele è intollerabile ma la sospensione di un gemellaggio con una città non è lo strumento adatto a far fermare il governo di Netanyahu nella sua opera di violenza e aggressione. Trovo poi che ultimamente si faccia confusione tra governo e popolo. Se al momento Israele ha questo governo, è pericoloso affermare di voler chiudere le porte a tutti i cittadini israeliani.
Cosa è cambiato rispetto ad ottobre dell’anno scorso, quando vi eravate astenuti?
È cambiato che proprio la settimana scorsa l’aula ha votato un ordine del giorno all’unanimità per chiedere una conferenza internazionale dei sindaci sulla pace. Decisione che è stata siglata con un voto unanime ad eccezione della Lega. Abbiamo preso l’impegno di costruire le condizioni per portare avanti un dialogo tra i sindaci delle città internazionali. Che senso aveva votare di sospendere un gemellaggio e poi portare avanti la conferenza di pace?
Cosa risponde a chi vi accusa di sostenere la stessa linea della destra milanese?
Esprimo piena contrarietà al governo di Israele e farei qualsiasi cosa per fermarlo ma non comprendo come la sospensione di un gemellaggio possa fermare gli orrori in Palestina. Se ci accomuna qualcosa, credo siano semmai i valori universali di dialogo e apertura, eredità ambrosiana del nostro arcivescovo Carlo Maria Martini che da sempre si era prodigato per mantenere aperti i canali del dialogo. Rispondere alla violenza con altra violenza non porta a nulla e lo dico dopo questi due giorni in cui sono stata attaccata pesantemente sui social.
I Verdi dovrebbero uscire dalla maggioranza?
Non credo, semplicemente ora dobbiamo occuparci d’altro e lasciare le questioni internazionali al governo, provare a usare i canali dei gemellaggi per costruire la pace e non per distruggerla. Dovremmo focalizzarci sul terminare il mandato amministrativo e portare a compimento i progetti iniziati occupandoci di verde, mobilità, politiche culturali , costo delle case, servizi per le famiglie e minori.
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Alice Arienta


