Un insegnante della scuola militare Teuliè di Milano è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti. I fatti contestati riguardano diversi allievi dello storico istituto milanese, frequentato da studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori.
L’indagine è coordinata dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo ed è stata condotta dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria. A darne conto è una nota del procuratore di Milano Marcello Viola, che ricostruisce il quadro accusatorio emerso dagli accertamenti.
Le accuse: pressioni, vessazioni e abusi sugli allievi
Secondo la Procura, le condotte contestate all’insegnante delineerebbero un sistema di “costanti pressioni” esercitate sugli studenti. Il docente avrebbe abusato della posizione educativa ricoperta all’interno della scuola e, in particolare, del proprio ruolo di componente interno della commissione per il prossimo esame di maturità.
Gli allievi, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati posti in una condizione di “assoggettamento psichico”, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione. In questo contesto, il professore avrebbe costretto i giovani a subire abusi sessuali e a condividere particolari della loro vita intima.
Il ruolo nella commissione di maturità come leva di pressione
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda il potere esercitato dal docente sugli studenti in vista degli esami di Stato. Per gli inquirenti, il fatto che l’insegnante fosse componente interno della commissione di maturità avrebbe rafforzato la sua capacità di condizionare gli allievi.
La prospettiva di possibili conseguenze negative sul percorso scolastico avrebbe alimentato, secondo l’accusa, il clima di soggezione psicologica. Un meccanismo che avrebbe reso più difficile per i ragazzi sottrarsi alle richieste e alle pressioni dell’insegnante.
L’inchiesta della Procura di Milano
Le indagini rientrano nell’attività dei dipartimenti della Procura milanese che si occupano del contrasto ai reati ai danni delle fasce deboli e dei reati contro la pubblica amministrazione. Il lavoro dei carabinieri avrebbe permesso di ricostruire non solo gli episodi di violenza sessuale contestati, ma anche un quadro più ampio di maltrattamenti e condotte vessatorie.
La misura cautelare eseguita nei confronti del docente apre ora una nuova fase dell’inchiesta, chiamata a definire nel dettaglio il numero degli episodi, la posizione delle vittime e il contesto in cui sarebbero maturate le condotte contestate.
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