Guido Bertolaso prova a spegnere le tensioni nella maggioranza lombarda, ma allo stesso tempo rivendica con nettezza la propria autonomia alla guida del Welfare. “Con Fratelli d’Italia non c’è mai stata nessuna guerra”, ha assicurato l’assessore regionale. Bertolaso ha ricondotto le recenti polemiche alla normale dialettica interna a una pubblica amministrazione. “Io è da cinquant’anni che lavoro nella pubblica amministrazione, ci sono sempre situazioni in cui magari ci possono essere contrasti, polemiche, ma poi tutto si ricompone”, ha spiegato.
“L’obiettivo è garantire la migliore assistenza possibile”
Per l’assessore, il punto centrale resta il funzionamento del sistema sanitario regionale. “Il fine ultimo è quello di garantire un’assistenza sanitaria, la migliore possibile, con i migliori dirigenti che abbiamo disponibili e con tutte quelle che sono le risorse che abbiamo a disposizione. Poi è chiaro che ognuno può avere idee diverse su come procedere”. Parole concilianti, seguite però da una precisazione politica e istituzionale molto netta. “Al momento l’assessore al Welfare sono io, condivido quello che c’è da condividere, ma poi mi assumo la responsabilità di tutta una serie di decisioni”, ha sottolineato Bertolaso.
“Non siamo in una conferenza di servizi”
L’assessore ha quindi escluso che ogni scelta possa essere sottoposta a una trattativa permanente dentro la maggioranza. “Non è che qui stiamo a fare conferenze di servizi, qui bisogna garantire ogni giorno risposte concrete a tutti i cittadini, i problemi sono tanti”. Da qui la necessità, secondo Bertolaso, di arrivare rapidamente alle decisioni operative. “Bisogna anche saper decidere e procedere verso quelle che sono le soluzioni, che nel mio caso ritengo le migliori per far lavorare bene tutto il sistema sanitario e dare risposte a tutti i cittadini”. La sintesi finale non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Si condivide, si discute, ma poi bisogna decidere. Non è che si possono fare decisioni plebiscitarie o plenarie. Ognuno si deve assumere le sue responsabilità”.
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Guido Bertolaso


