Non fare di tutta la sinistra un fascio

Ci sono tante anime nella sinistra milanese. E farebbero bene a mettersi d'accordo, in vista delle prossime elezioni

1.2k 0
pd ok

Esiste una sinistra, nella maggioranza in consiglio comunale, che pensa sia opportuno e giusto e consentito sfilare il 25 aprile con le bandiere della Palestina ma non con quelle di Israele. Esiste un’altra sinistra che pensa che sia consentito a tutti gli antifascisti sfilare il 25 aprile. Esiste una sinistra che pensa che la giunta Sala non abbia fatto nulla di doloso nella gestione dell’urbanistica. Esiste un’altra sinistra che invece pensa che si sia sbagliato tutto, e che la maggioranza di cui fa parte abbia favorito i costruttori.

Esiste un sinistra che pensa che la giunta Sala abbia depredato il verde, distrutto gli alberi, eccetera eccetera. E una che non lo pensa. Esiste una sinistra che pensa che le Olimpiadi siano state un modo per fare soldi illecitamente, un modo per sprecare soldi, un modo per rovinare l’ambiente. Esiste una sinistra che pensa che le Olimpiadi, così come Expo, siano state un fantastico momento per la città e per la Regione. Esiste una sinistra che vorrebbe una legge sul fine vita, in Regione. E una sinistra, quella cattolica, che non la vorrebbe proprio. Esiste una sinistra che pensa che se sei indagato per qualcosa devi aspettare la fine di ogni procedimento prima di poter andare avanti a vivere, a lavorare, ad avere una dignità pubblica. Esiste una sinistra che pensa che una indagine non sia una condanna immediata. Esiste una sinistra per cui a destra sono tutti fascisti, tutti antidemocratici. Anche – a metà degli anni 2000 – il papà ex partigiano ed ex deportato dell’allora sindaco Letizia Moratti, buttato fuori dal corteo del 25 aprile.

Esiste una sinistra che pensa che a destra ci siano tante sensibilità: quelli antidemocratici, sicuramente, quelli liberali, quelli illiberali, quelli biondi, bruni e magari rossi. Esiste una sinistra che condanna la Russia per l’aggressione all’Ucraina, e una che non la condanna. Esiste una sinistra che condanna Israele per il massacro di Gaza, e una che non la condanna. Esiste una sinistra che pensa che la responsabilità penale sia personale, e una che pensa che la responsabilità culturale sia collettiva, e che dunque si debba chiedere scusa per “cose vergognose” (la schiavitù, i femminicidi, gli insulti omofobi) fatte da altri, a volte contemporanei, a volte deceduti da secoli. Esiste una sinistra che crede nel libero mercato, e una sinistra che crede nel bene pubblico.

Queste sinistre dovranno mettersi d’accordo, in vista delle prossime elezioni, sia politiche che amministrative. Ma è bene non fare di tutta l’erba un fascio, di tutta la sinistra un fascio, di tutta la destra un fascio.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version