Si allarga il dossier giudiziario che riguarda Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha concluso un’altra inchiesta a carico della senatrice di Fratelli d’Italia, questa volta in relazione ai fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. L’avviso di chiusura delle indagini è in corso di notifica anche ad altre 15 persone e a una società. Tra gli indagati figurano Fiorella Garnero, sorella dell’ex ministra, e Giovanni Canio Mazzaro, suo ex compagno. Le accuse ipotizzate a vario titolo sono bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il prossimo passaggio potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio.
I debiti fiscali e previdenziali
Uno dei nuclei principali dell’inchiesta riguarda il crac di Ki Group Holding, dichiarato nel giugno 2025. Per la Procura, Santanchè, che ha presieduto il consiglio di amministrazione tra il 2015 e il 2019, e gli altri amministratori avrebbero contribuito al dissesto attraverso una serie di operazioni ritenute dolose. Tra gli elementi contestati compare il mancato pagamento sistematico, a partire dal 2012, di obbligazioni fiscali e previdenziali per oltre 3,3 milioni di euro.
L’accusa: dissesto aggravato fino a quasi 13 milioni
Secondo i pm, nei bilanci non sarebbe stata rappresentata la situazione di patrimonio netto negativo già dall’esercizio 2015 e negli anni successivi. La continuazione dell’attività, anche grazie al ricorso a prestiti obbligazionari, avrebbe aggravato la crisi societaria e prodotto un danno quantificato in quasi 13 milioni di euro. Le contestazioni sono contenute in un atto di 23 pagine firmato dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà, del dipartimento coordinato dall’aggiunto Roberto Pellicano. Gli accertamenti sono stati svolti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano.
Il nuovo procedimento si aggiunge a Visibilia e al caso Inps
Per Santanchè si tratta di un ulteriore capitolo giudiziario, che si affianca ai procedimenti già in corso sulla vicenda Visibilia e sulla presunta truffa ai danni dell’Inps. Con la chiusura dell’inchiesta sui fallimenti delle società del settore bio-food, la posizione dell’ex ministra torna dunque al centro dell’attenzione della Procura milanese.
La difesa della senatrice: “Totale estraneità alle accuse contestate”
“La senatrice Santanché guarda con serenità e rispetto all’evoluzione del procedimento, consapevole che l’avviso di conclusione delle indagini costituisce una fase ordinaria dell’iter processuale, prevista dalla legge a garanzia del diritto di difesa di ogni persona sottoposta ad indagini”. Così in una nota i legali dell’ex ministro, avvocati Nicolò Pelanda, Salvatore Sanzo e Salvatore Pino. “La senatrice ribadisce, in tale spirito, la propria piena fiducia nella magistratura milanese e nel corretto svolgimento del procedimento – proseguono i difensori – nella convinzione che l’accertamento dei fatti si svolgerà, come sempre, nel pieno rispetto del contraddittorio e delle garanzie costituzionali che presidiano il giusto processo. Allo stesso tempo, la senatrice Santanché afferma con fermezza la propria assoluta e totale estraneità rispetto alle ipotesi di accusa contestate, maturata nella convinzione, fondata sui fatti e sulla propria condotta, di aver sempre agito con correttezza e nel rispetto delle proprie funzioni. La difesa avrà modo di illustrare compiutamente, nelle sedi e nei tempi previsti dal codice di procedura penale, gli elementi a sostegno di tale posizione, esercitando tutte le facoltà difensive riconosciute dalla legge”.
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