Milano Quotidiano

Perego candidato del centrodestra a Milano impatta sulla Regione. Chi avrà più voti alle Politiche tra Lega e FdI avrà il Governatore

Il partito di Salvini e quello di Meloni vantano una classe dirigente radicata ed estesa sul territorio: tra parlamentari nazionali, europarlamentari, amministratori locali e soprattutto sindaci di peso, le opzioni di alto profilo non mancano

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, la corsa per la successione a Palazzo Marino ha imboccato una direzione ben precisa. Il centrodestra si appresta a convergere in modo compatto sulla candidatura a sindaco di Milano di Matteo Perego di Cremnago, attuale sottosegretario alla Difesa ed esponente di punta di Forza Italia. La candidatura, fortemente voluta e blindata dagli azzurri, ha vissuto una fase di stallo a causa della freddezza iniziale degli alleati. Sia la Lega che Fratelli d’Italia avevano espresso riserve, preferendo prendere tempo e valutare profili civici o interni ai propri ranghi. Negli ultimi giorni, tuttavia, lo scenario è radicalmente mutato: le resistenze sono sfumate e i due principali partiti della coalizione sembrano ormai pronti a dare il via libera definitivo al nome del sottosegretario.

Questo accordo milanese non rappresenta solo la chiusura del cerchio sulla città, ma funge da vero e proprio grimaldello per sbloccare la complessa situazione politica in Regione Lombardia, dove il mandato del governatore Attilio Fontana scadrà nel 2028. La scelta di Perego di Cremnago per Milano, infatti, ridefinisce gli equilibri interni e traccia la linea strategica per la futura guida del Pirellone.

Secondo quanto risulta a Milano Quotidiano, lo schema politico concordato tra i leader della coalizione è già delineato. Poiché Forza Italia esprimerà il candidato sindaco nel capoluogo nel 2027, la partita per la presidenza della Regione Lombardia nel 2028 diventerà una sfida bilaterale riservata esclusivamente a Lega e Fratelli d’Italia. Forza Italia rimarrà fuori da questo specifico risiko, avendo già incassato la candidatura milanese.

Il grande interrogativo che ora agita i corridoi della politica lombarda è: come si farà a capire se il candidato del 2028 sarà della Lega o di Fratelli d’Italia? La risposta sta nei tempi e nelle urne. Tutto dipenderà, infatti, dall’esito delle elezioni politiche nazionali che si terranno proprio nel 2027. Sarà il responso del voto per la Camera e per il Senato – con un occhio di riguardo alla Camera – a decretare i rapporti di forza. Il partito che in Lombardia otterrà un solo voto in più rispetto all’alleato-rivale avrà il diritto di esprimere il candidato alla successione di Fontana.

Sul fronte dei nomi, per il momento, vige il massimo riserbo e la massima prudenza. Fonti vicine ai partiti confermano che non è ancora il momento di fare nomi ufficiali o di lanciare pubbliche investiture. La certezza, però, è che le liste dei papabili sono già lunghissime per entrambe le sponde. Sia la Lega che Fratelli d’Italia vantano una classe dirigente radicata ed estesa sul territorio lombardo: tra parlamentari nazionali, europarlamentari, amministratori locali e soprattutto sindaci di peso, le opzioni di alto profilo non mancano affatto. I giochi sono aperti, ma la mappa del potere è tracciata. Prima il tentativo di riconquistare Milano con Perego di Cremnago, dopo quindici anni di sinistra, poi la grande conta interna del 2027 per decidere chi, tra via Bellerio e via della Scrofa, guiderà la Lombardia nel post-Fontana.

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