Via libera della Camera al decreto che introduce disposizioni urgenti per il Piano Casa. Il testo ha ottenuto 165 voti favorevoli, 117 contrari e cinque astenuti e dovrà ora affrontare la seconda lettura al Senato. Il provvedimento viene presentato dalla maggioranza come uno strumento per recuperare immobili inutilizzati, ampliare l’offerta abitativa e favorire l’accesso alla casa da parte delle famiglie con maggiori difficoltà economiche. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito l’approvazione “una buona notizia per gli italiani”, sostenendo che il Piano aiuterà “soprattutto il ceto medio e i ceti più deboli”. Per il leader di Forza Italia si tratta anche di “un modo per dire che la proprietà privata fa parte dell’italianità”.
Cecchetti: “In Lombardia oltre 17mila case popolari da recuperare”
A rivendicare la portata del provvedimento per il territorio lombardo è Fabrizio Cecchetti, deputato della Lega e segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera. “L’approvazione del Piano Casa rappresenta un risultato concreto del lavoro del Governo e della Lega. Voglio ringraziare il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per aver promosso un intervento strategico che consentirà di recuperare e rimettere a disposizione migliaia di alloggi oggi inutilizzati”, ha dichiarato. Il parlamentare leghista concentra l’attenzione sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi non utilizzato: “Solo in Lombardia sono oltre 17mila le case popolari attualmente sfitte e da recuperare: un patrimonio che, grazie a questo Piano, potrà tornare a disposizione delle famiglie che aspettano una casa”. Secondo Cecchetti, il recupero degli immobili esistenti permetterà di intervenire sull’emergenza abitativa evitando nuove costruzioni e ulteriore consumo di territorio. “È una risposta seria e pragmatica all’emergenza abitativa, senza consumare nuovo suolo ma valorizzando ciò che già esiste”, ha sottolineato.
Cecchetti critica quindi la scelta delle forze di opposizione che hanno votato contro il decreto. “Dispiace che ancora una volta la sinistra abbia scelto di votare contro un provvedimento che va nell’interesse dei cittadini. Quando si tratta di offrire soluzioni concrete alle famiglie italiane, servirebbe più responsabilità e meno pregiudizio ideologico”, ha concluso il deputato lombardo.
Il confronto parlamentare ha infatti evidenziato una netta distanza tra la maggioranza, che insiste sul recupero degli alloggi e sul sostegno alla proprietà, e le opposizioni, che contestano l’entità delle risorse e alcune modalità previste dal decreto.
Schlein (Pd): “Meno di un miliardo, si apre alla dismissione delle case popolari”
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha criticato il metodo seguito dal Governo e il ridimensionamento degli stanziamenti rispetto agli annunci iniziali. “Oggi hanno approvato un Piano, ma il tavolo per la Casa non si è visto, dopo che per mesi lo hanno sbandierato. Un Piano calato dall’alto, quindi. E non dieci miliardi come annunciato da Meloni, ma meno di un miliardo“, ha dichiarato durante la direzione del Pd. Per Schlein, il decreto rischia inoltre di ridurre ulteriormente la disponibilità di edilizia residenziale pubblica: “Questo Piano apre le porte a una operazione di dismissione del patrimonio di case popolari, quando sappiamo quanto lunghe sono le liste per la casa popolare”.
Pastorella (Azione): “Provvedimento tardivo e inefficace”
Contraria anche Azione, che attraverso la vicepresidente Giulia Pastorella ha definito il Piano Casa “un provvedimento tardivo e inefficace per rispondere all’emergenza abitativa”. La deputata milanese contesta la nomina di un nuovo commissario straordinario, le risorse limitate e il possibile ridimensionamento delle competenze comunali. “Il Governo propone l’ennesimo commissario straordinario, e lo nomina prima dell’approvazione definitiva del decreto, semplificazioni parziali e poche risorse. Il commissario avrà ampio potere decisionale e rischia di compromettere le competenze dei Comuni sulle politiche abitative locali”, ha spiegato.
Pastorella considera condivisibile l’obiettivo di realizzare 100mila alloggi in dieci anni, ma solleva dubbi sulle modalità operative. “Il partenariato pubblico-privato è uno strumento utile che Azione sostiene; il Governo però dovrebbe imparare dalle città che hanno già affrontato schemi simili, come Milano: se il rapporto tra edilizia calmierata e mercato non funziona, i bandi vanno deserti. È la stessa criticità che oggi viene segnalata rispetto a questo Piano”. La vicepresidente di Azione non esclude la possibilità del riscatto degli alloggi, purché non determini una riduzione delle abitazioni disponibili in affitto: “Può essere previsto, ma senza ridurre la disponibilità di affitti popolari. A questo si aggiunge il nodo delle scarse risorse”.
La deputata collega infine l’emergenza abitativa alla necessità di intervenire sulle norme urbanistiche ed edilizie, richiamando anche quanto accaduto a Milano. “Le inchieste sull’urbanistica emerse a Milano e in altre città dovrebbero insegnarci che serve una riforma complessiva dell’urbanistica e dell’edilizia che renda più semplice la rigenerazione urbana e che consenta di costruire nuovi alloggi e recuperare gli edifici esistenti”, ha dichiarato. Per Pastorella, inoltre, “l’accesso alla casa deve dipendere dalla condizione di bisogno e non dalla nazionalità”. Resta infine il problema del rapporto tra costo dell’abitare e redditi: “Il problema non è solo che gli affitti aumentano, ma che gli stipendi restano fermi”.
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Fabrizio Cecchetti


