Milano Quotidiano

Pier Silvio Berlusconi racconta l’incidente: “Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo”. E il pensiero corre al padre Silvio

A Cologno Monzese, nella serata per il terzo anniversario della scomparsa del Cavaliere, l’ad di Mfe racconta lo schianto del giorno prima

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Il giorno dopo il violento incidente stradale, Pier Silvio Berlusconi si è presentato davanti ai dipendenti Mediaset nel campus di Cologno Monzese. Una serata già carica di significato, organizzata per ricordare il padre Silvio Berlusconi a tre anni dalla scomparsa, si è trasformata anche nel racconto pubblico dello spavento vissuto poche ore prima dall’amministratore delegato di Mfe-Mediaset. “Io ieri ho avuto una disavventura, lo dico onestamente: poteva essere una tragedia“, ha detto Pier Silvio, accolto sul palco da Gerry Scotti e apparso in buone condizioni dopo l’impatto.

Secondo quanto riferito da Ansa, l’incidente è avvenuto intorno alle 21.30 di mercoledì 10 giugno sulla provinciale tra Villasanta e Arcore, mentre Pier Silvio Berlusconi stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro negli uffici di Cologno Monzese. La sua vettura procedeva in fila quando un’auto proveniente dalla corsia opposta avrebbe perso il controllo in piena accelerazione, invadendo la carreggiata e finendo contro il mezzo su cui viaggiava l’ad di Mfe.

L’impatto frontale e il racconto del “miracolo”

Lo scontro è stato quasi frontale. La parte anteriore dell’auto di Pier Silvio Berlusconi è andata distrutta e si sono aperti tutti gli airbag. La cintura di sicurezza e i sistemi di protezione della vettura hanno evitato conseguenze molto più gravi. Berlusconi è uscito praticamente illeso dall’abitacolo, riportando soltanto lievi ferite. Sul posto sono intervenuti i soccorritori per i primi controlli sanitari. Ma è stato il modo in cui Pier Silvio ha scelto di raccontare l’accaduto a dare alla vicenda un significato più profondo. “Grazie a qualcuno che ha trasformato una tragedia in un miracolo… Quando si esce consci di aver vissuto dei miracoli si è più forti di prima”, ha detto davanti ai collaboratori del gruppo. Una frase pronunciata nella serata dedicata a Silvio Berlusconi, e che inevitabilmente ha fatto correre il pensiero al padre. Pier Silvio non lo nomina direttamente in quel passaggio, ma il contesto, il luogo e la ricorrenza rendono evidente la dimensione emotiva di quelle parole.

Il ricordo di Silvio Berlusconi a tre anni dalla morte

Sono passati tre anni dal 12 giugno, giorno della morte di Silvio Berlusconi al San Raffaele di Milano. Per Mediaset, la commemorazione a Cologno Monzese è diventata ormai un appuntamento interno, una sorta di rito aziendale e familiare insieme. Pier Silvio ha ricordato il padre “per la sua energia, il suo entusiasmo e la sua capacità di volere bene”, definendo queste qualità “parte indelebile del nostro Dna”.

La serata si è svolta in una tensostruttura di oltre mille metri allestita nel campus Mediaset. Un momento di memoria, ma anche di bilancio, con l’ad di Mfe che ha ringraziato i dipendenti per l’andamento del gruppo e per i risultati raggiunti in una fase internazionale complessa. “Le aziende possono crescere, possono diventare internazionali e possono fare risultati straordinari anche nei momenti più complicati come questo”, ha detto Pier Silvio. Poi ha aggiunto: “Noi andiamo bene comunque, e ci mettiamo ancora più impegno”.

Mediaset, il progetto europeo e la festa “come avrebbe voluto lui”

La serata è stata anche l’occasione per celebrare il percorso di Mfe-MediaForEurope, il progetto europeo del gruppo, attraverso un percorso gastronomico dedicato alle tradizioni dei principali Paesi in cui opera l’azienda. Un modo per ribadire la dimensione internazionale assunta da Mediaset dopo la stagione del suo fondatore.

Nel corso dell’evento è stata presentata anche l’anteprima del documentario di Toni Capuozzo dedicato a Silvio Berlusconi, “Caro Presidente, ti racconto”, in onda sulle reti Mediaset. La commemorazione si è poi trasformata in una festa, con il concerto dei Pooh. Una conclusione in linea con il tono scelto dalla famiglia e dall’azienda: ricordare il fondatore non solo con la nostalgia, ma anche con quella dimensione popolare, televisiva e sentimentale che ha attraversato tutta la sua storia.

 

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