
Taser sì, taser no. Una querelle infinita che si consuma nuovamente nel dibattito politico di Palazzo Marino. La delibera era stata approvata dalla giunta di Beppe Sala il 29 gennaio. Il periodo di sperimentazione aveva dato risultati positivi, anche se l’utilizzo dello strumento era stato piuttosto limitato. Il parere positivo era arrivato anche dal comandante della Polizia Gianluca Mirabelli. Ma si sono comunque verificati alcuni distinguo da parte di alcuni consiglieri di maggioranza. Uno di questi è Michele Albiani, consigliere in forza al Pd che si è sempre opposto a questo strumento. È proprio lui a chiedere ora una sperimentazione extra, nonostante la legge non lo preveda. Di questo parla con Milano Quotidiano Samuele Piscina, consigliere comunale leghista e segretario del partito a Milano. L’INTERVISTA
Piscina, il comandante della Polizia Locale ha parlato di una sperimentazione “positiva e completa”: perché secondo lei allora il Comune continua a rimandare la decisione?
Il Comune è sotto ostaggio di una parte politica, più precisamente del Pd, che è la frangia più estremista della maggioranza. Albiani sta cercando di bloccare l’adozione di uno strumento testato a livello mondiale.
Nel Pd sembra esserci una spaccatura: alcuni consiglieri sono favorevoli, altri contrari. È un problema di sicurezza o di ideologia?
È evidentemente un problema di ideologia, anche perché se alcuni consiglieri continuano con la retorica del fatto che il taser sia uno strumento pericoloso bisogna spiegare per quale motivo, secondo loro, la pistola sarebbe uno strumento più sicuro del taser.
Alcuni esponenti della maggioranza chiedono ulteriori test, anche in orario notturno. Ha senso prolungare la sperimentazione o è solo un modo per rinviare?
Non ha nessun senso fare ulteriori test. Il taser è stato testato a sufficienza, anzi ben oltre. È evidente che sia uno strumento utile. Se cominciamo a chiedere rinvii insensati, non stiamo cogliendo quanto sia fondamentale questo strumento.
Lei ha accusato il sindaco di essere “codardo” e di scaricare la responsabilità della decisione: cosa intende esattamente?
Un sindaco che non è in grado di prendere una decisione nell’interesse della città e che viene tenuto sotto scacco da parte di un pezzo della maggioranza, è evidente che commetta un atto di codardia, e non sia in grado di amministrare la città. Se non è in grado di prendere decisioni, é giusto che si faccia da parte.
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