Milano Quotidiano

Rosato (Azione): “Interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv? Un favore a Netanyahu…”

Il numero due di Azione commenta la proposta del Pd milanese: "Sono cinque anni che a Tel Aviv scendono in piazza contro il governo. Remigration summit? Pensiero povero e demagogico, ma non si risolve vietandola"

Immagine realizzata utilizzando l'intelligenza artificiale

“Chi lo propone proprio non conosce Israele. Tel Aviv è la città più progressista del Paese, sono cinque anni che scendono in piazza contro Netanyahu, sarebbe come tagliare i gemellaggi con Chicago per fare un dispetto a Trump. Lo ha spiegato bene in consiglio comunale a Milano Daniele Nahum. E poi interrompere le relazioni con un popolo, quello israeliano, aiuta solo il governo Netanyahu: il suo governo che sta facendo le cose peggiori e che speriamo che il popolo israeliano se ne liberi alle prossime elezioni”. Così Ettore Rosato, vice-segretario di Azione, interviene su Milano Quotidiano sul delicato dibattito, avanzato da esponenti di sinistra milanese e non solo, di interrompere il gemellaggio tra il capoluogo lombardo e la città di Tel Aviv considerando ciò che il governo sta facendo soprattutto a Gaza e ora anche in Libano.

 

Quanto alla manifestazione del prossimo 18 aprile in piazza Duomo a Milano, organizzata dalla Lega e dai Patrioti europei sul tema della cosiddetta ‘remigrazione‘, che la sinistra ha cercato di vietare e che spacca il Centrodestra con Forza Italia che ha parlato di ‘xenofobia’, Rosato sottolinea: “E’ la manifestazione del pensiero povero e demagogico, non si risolve vietandola. Se poi il pensiero comporta l’incitazione a commettere reati questo diventa lavoro della Magistratura. Che poi la Lega stia avendo un’evoluzione che farebbe inorridire che l’ha fondata correndo dietro al Vannacci pensiero, questo è un altro discorso”, conclude il numero due del partito guidato da Carlo Calenda.

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