Milano Quotidiano

Salone del Mobile 2026, Milano conferma la sua leadership globale nel design

Oltre 1.900 espositori a Rho per il taglio del nastro. Tajani: “Diplomazia della crescita”

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Ha preso il via alla Fiera di Milano Rho la 64esima edizione del Salone del Mobile, con oltre 1.900 espositori da 32 Paesi e 16 padiglioni esauriti. Un segnale di tenuta in uno scenario internazionale complesso, che conferma il ruolo centrale della manifestazione per il sistema produttivo italiano. Alla cerimonia inaugurale presenti tra gli altri Ignazio La Russa, Antonio Tajani, Attilio Fontana e Giuseppe Sala. Giorgia Meloni è giunta poco dopo le 13.

Tajani: “Il design è leva per export e investimenti”

Il vicepremier ha ribadito il valore strategico dell’evento, definendo il design parte della “diplomazia della crescita”. Per Tajani, “ogni prodotto che parte dall’Italia è un biglietto da visita” e il Salone va letto “come parte di una strategia globale” per sostenere export e attrazione di investimenti, anche alla luce dei progetti di espansione internazionale come Riad.

La presidente Maria Porro ha sottolineato la necessità di evoluzione della manifestazione, richiamando il “dovere di intercettare il cambiamento”. Le nuove sezioni, come Raritas e Contract, vanno in questa direzione, così come l’impegno su nuovi mercati e su un modello di fiera più innovativo e internazionale.

Sala: “Risposta forte dal mondo”

Per il sindaco Sala, nonostante le difficoltà globali, il Salone registra “una risposta forte dal mondo”. Un risultato che rafforza la reputazione internazionale di Milano e il suo ruolo di città aperta, capace di attrarre talenti, imprese e investimenti. La manifestazione, ha osservato, rappresenta una sintesi dei valori del territorio: innovazione, imprenditorialità e apertura.

Fontana e Regione: il design come infrastruttura economica

Il presidente Attilio Fontana ha definito il Salone “non un semplice evento fieristico, ma una vera infrastruttura economica”, capace di mettere in relazione creatività e mercato. Una visione condivisa dagli assessori regionali, che evidenziano il ruolo del design come leva economica, culturale e turistica, oltre che fattore di competitività internazionale.

Bozzetti: “Fiera piattaforma globale e presidio di dialogo”

Il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti ha sintetizzato il valore del Salone come una delle “espressioni più alte del Made in Italy”. Le fiere, ha spiegato, sono “infrastrutture strategiche e piattaforme di connessione globale”, capaci di creare relazioni e opportunità. Non solo numeri, dunque, ma relazioni: il vero valore del Salone sta “nelle opportunità che prendono forma” e nella capacità del sistema fieristico di generare sviluppo e attrattività.

Biffi: “Salone motore della competitività del settore”

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha ribadito che il Salone rappresenta “una leva strategica per la competitività”, soprattutto in una fase economica complessa. Il settore nel quadrilatero lombardo conta oltre 3.000 imprese e quasi 20 mila addetti, con 2,4 miliardi di export nel 2025. Dati che confermano la solidità di una filiera che resta tra i motori dell’economia italiana.

L’edizione 2026 introduce anche nuove piattaforme come Salone Raritas e Salone Contract, accanto alle biennali Eurocucina e Salone del Bagno. Durante l’inaugurazione è stata inoltre consegnata la targa di “ambasciatore del design italiano nel mondo” e firmata una convenzione tra ministero degli Esteri e FederlegnoArredo per la formazione di diplomatici dedicati alla promozione internazionale del settore. Un ulteriore passo nella strategia che punta a rafforzare il ruolo del design italiano sui mercati globali.

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