Si è incatenata a una panchina nell’atrio dell’ospedale San Raffaele insieme a tre colleghi e ha annunciato uno sciopero della fame a oltranza. È la protesta avviata da Margherita Napoletano, coordinatrice della Rsu della struttura e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, dopo il licenziamento deciso dall’azienda. Prima dell’incatenamento, un corteo interno di circa cento persone ha raggiunto l’ufficio del personale, dove Napoletano ha riconsegnato il badge. “Lo riconsegno, come mi hanno chiesto nella lettera, ma impugnerò immediatamente il licenziamento. Dico però di tenerlo da parte, perché a breve tornerò”, ha dichiarato.
Il presidio permanente davanti all’ospedale
La mobilitazione, promossa da Usi Sanità e Cub Sanità provinciale, proseguirà con un presidio permanente davanti all’ingresso di via Olgettina. “Resteremo qui giorno e notte finché non cambieranno idea”, ha spiegato Napoletano, annunciando lo sciopero della fame e non escludendo, nei prossimi giorni, anche quello della sete.
“Dall’azienda contestazioni totalmente inventate”
Secondo quanto riferito dalla sindacalista, nella lettera di contestazione le viene addebitato di aver messo a rischio la sicurezza di una studentessa tirocinante. Napoletano respinge però l’accusa. “Io che mi occupo di sicurezza in questo ospedale dal 1999 avrei messo gravemente a rischio una studentessa. Non è così e lo dimostreremo in tribunale”, ha affermato, definendo le contestazioni “totalmente inventate”.
La sindacalista collega il provvedimento alle mobilitazioni promosse negli ultimi mesi. “Abbiamo fatto tre scioperi e questa è una ritorsione, perché siamo un sindacato che non si piega”, ha sostenuto. Per dopodomani è prevista un’assemblea generale dei lavoratori. “Non è stata colpita soltanto la mia persona, ma la rappresentanza di 3.500 lavoratori”, ha concluso Napoletano.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
(dalla pagina facebook Non una di meno)


